Giovedì 05 Marzo 2026

Mistero risolto

Argentina, ritrovate delle reliquie della Santa Croce

I frammenti, dispersi dopo il terremoto del 1944, saranno esposti nella Cattedrale di San Juan

Reliquia Croce di Gesù

(IA)

La diocesi di San Juan in Argentina dà notizia di un grande ritrovamento: un reliquiario contenente schegge della Croce di Gesù, di cui si erano perse le tracce dopo un terremoto del 1944. Ma come ci sono finite in Argentina?Verso la fine del 2025 le autorità del Colegio Santa Rosa de Lima comunicano la scoperta inaspettata del reliquiario dopo aver ruotato un mobile girevole della sagrestia della cappella della scuola che era fermo lì da anni. Da quel momento sono iniziate le ricerche per scoprire di che reliquiario si trattasse e a chi appartenesse.

Consultando alcuni specialisti in reliquie e indagando tramite gli inventari dell’Arcidiocesi si è giunti a scoprire che si trattava del Lignum Crucis che arrivò nella cattedrale di San Juan intorno al 1908 secondo gli accordi del vescovo dell’epoca. Dopo aver esaminato l’inventario dell’antica cattedrale è stato ritrovato anche il certificato di autenticità della reliquia che convalida questo pezzo come un’autentica reliquia della Croce di Cristo custodita nella basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme. Il certificato di autenticità spiega che le particelle sono state estratte da luoghi riconosciuti come autentici e sigillate con ceralacca spagnola. 

Nel testo si specifica che i frammenti corrispondono al «legno del Santo Crocifisso di Nostro Signore Gesù», collocato riverentemente in uno scrigno d’argento protetto con cristalli e cordoni bianchi, con autorizzazione per la loro esposizione pubblica in templi e cappelle. Padre Andrés Riveros, sacerdote della cattedrale, ha riferito che questa notizia giunge «per la gioia di tutti e per l’aumento della devozione del popolo di San Juan e di coloro che visitano quotidianamente la nostra Chiesa Cattedrale con la generosità delle suore domenicane e delle autorità della scuola Santa Rosa». Domani, venerdì 6 marzo, le reliquie saranno restituite alla Chiesa Cattedrale durante la Messa delle 9, presieduta da monsignor Lozano.

«Queste reliquie appartengono all’ambito di ciò che la Chiesa chiama i sacramentali», spiega ancora padre Andrés, «quei segni sacri con i quali la Chiesa dispensa la grazia di Dio a coloro che con fede e con una vita conforme al Vangelo, si preparano a vivere nella volontà di Dio. Così, questo sacramentale che sarà venerato durante questo periodo di Quaresima, percorrerà le strade di San Juan il Venerdì Santo, nella via della Croce per poi essere intronizzato dietro il presbiterio della Chiesa Cattedrale».

La tradizione attribuisce il ritrovamento della “Vera Crux” a sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Elena intraprese in Terra Santa un’attività di ricerca sistematica, ripercorrendo i luoghi della vita del Signore, individuandoli con scavi e ricerche. Iniziò a proteggere i reperti e procedette alla costruzione di basiliche nei luoghi fondamentali della vita di Cristo. Se oggi il pellegrino può visitare la basilica dell’Anastasis sul Sepolcro, la basilica della Natività a Betlemme, la basilica dell’Ascensione sul Monte degli Ulivi e i Luoghi Santi deve molto all’opera di sant’Elena. Stando agli scritti, in particolare di Socrate Scolastico (c. 380-440), Sozomeno (c. 400-450) e Teodoreto di Cirro (c. 393-457) che poi si intrecciano con la medievale Leggenda aurea di Jacopo da Varagin, intorno all’anno 326 d.C Elena si recò a Gerusalemme dove identificò - con la collaborazione del vescovo della città, san Macario di Gerusalemme - la croce di Gesù perché, toccandola, una donna malata guarì miracolosamente.

Dopo il ritrovamento, la croce venne frammentata per essere distribuita in tutto il mondo cristiano - come attestano intorno al 348-350 le Catechesi di san Cirillo di Gerusalemme: «Tutta la Terra è piena delle reliquie della Croce di Cristo». Una parte rimase a Gerusalemme, un’altra fu inviata a Costantinopoli, una terza venne portata a Roma. Nel corso del tempo, questi pezzi furono ulteriormente divisi in frammenti molto più piccoli per essere consegnati a chiese, monasteri e re. La maggior parte dei frammenti si trova in Italia, alcuni in Spagna, poi a Vienna come parte del Tesoro Imperiale e ora, dopo 80 anni di mistero, l’esemplare presente in Argentina è disponibile per la venerazione dei fedeli.  

ABBONATI ORA ALLA RIVISTA!

LE ULTIME NOTIZIE

Cartacea

Riceverai direttamente a casa tua il Timone

Acquista la copia cartacea
Digitale

Se desideri leggere Il Timone dal tuo PC, da tablet o da smartphone

Acquista la copia digitale