EMERGENZA NISCEMI
Il fioretto di Fiorin
L'insostenibile leggerezza delle unioni civili
Quando nella società si gioca a fare gli apprendisti stregoni, i disastri arrivano inevitabili e molto rapidi
31 Gennaio 2026 - 00:05
Imagoeconomica
Li aspettavamo al varco. Dieci anni fa, all’epoca dell’introduzione delle “unioni civili”, solo i più coraggiosi tra i cattolici si erano spinti a pronosticare, nello sdegno generale, che una volta esaurito l’entusiasmo ideologico esse non avrebbero goduto di buona salute.
Nei giorni scorsi, abbiamo appreso che l’unione civile tra Alessandro Cecchi Paone, noto polemista in favore dei cosiddetti diritti civili, e il giovane Simone Antolini, è giunta al capolinea dopo nemmeno un paio d’anni. Sarà stato un caso. Eppure, la tendenza al “divorzio” lampo sembrerebbe molto diffusa tra le coppie omosessuali che, profittando della loro condizione di vip, avevano voluto gridare al mondo la pretesa bellezza del love is love. Tanto per dire, Francesca Pascale e Paola Turci si sono separate nel 2024, dopo essersi civilunite con gran pompa solamente due anni prima.
Ecco, a chi ancora volesse dirci che non c’è differenza tra matrimonio e unioni gay, nemmeno dal punto di vista del tasso di “divorzialità”, non c’è molto da rispondere se non lasciar parlare i fatti. Noi cattolici avevamo previsto tutto. Con un anticipo clamoroso, addirittura secolare. Infatti, correva nientemeno che il 1852, quando il beato Antonio Rosmini, polemizzando contro la ventilata introduzione del matrimonio civile nel Regno di Sardegna, scrisse che togliere al matrimonio un riferimento religioso avrebbe significato ridurlo “a una realtà povera, labile, in balia delle passioni del momento”. Di quel passo, scrisse testualmente il filosofo, "si sarebbe arrivati a un punto in cui le coppie si sarebbero chieste: ma che ragione c'è per sposarsi? Non possiamo convivere e basta?"
Insomma, niente di nuovo: quando nella società si gioca a fare gli apprendisti stregoni, i disastri arrivano inevitabili e molto rapidi. E sono pure difficili da nascondere nonostante la cortina mediatica del conformismo.












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