Giovedì 26 Febbraio 2026

MASS MEDIA

Altro che pubblico limitato: cresce l’interesse per le storie di fede

Un sondaggio negli States indica che la fede in TV e nei film funziona alla grande: il 92% degli spettatori si è dichiarato aperto alla rappresentazione della fede nell'intrattenimento

THE CHOSEN, JONATHAN ROUMIE

(The Chosen Italia)

Secondo un sondaggio realizzato da HarrisX in collaborazione con la società Faith & Media Initiative, ben il 77% dei fruitori di intrattenimento ritiene molto attrattiva la fede nei contenuti video entertainmen. Un apprezzamento che non conosce confini di età, schieramento politico e nemmeno di fede professata. Il fenomeno è stato registrato negli USA e non va generalizzato né si può assumere come acclarata la correlazione assoluta tra contenuti con successo di pubblico e presenza di espressioni di fede. Eppure è un dato significativo che dice qualcosa di interessante sull'essere umano in genere e sui tempi che corrono e che, a quanto pare, considerano la dimensione spirituale e religiosa una componente importante dell'espressione artistica.

L'indagine, come riporta il sito religionenews, ha preso in esame «il modo in cui il pubblico reagisce alle espressioni di fede quando compaiono nei film e nei programmi televisivi più diffusi, tra cui serie come "The Pitt", "Young Sheldon", "La battaglia di Hacksaw Ridge", "The West Wing", "Ramy" e "Nobody Wants This".» Il 77% dei consumatori è concorde sul fatto che la fede in Tv e nei film sia attraente ed è vero per i millenial (83%), come per i baby boomer (72%) passando per un 79% secondo la GenZ e un 78% per la generazione X. Stessa omogeneità se si considera il campione in base all'appartenenza politica. Il dato che ha stupito di più lasciando stupefatta la stessa direttrice della Faith and Media Initiative è il risultato quasi plebiscitario che mostra ben il 92% dei consumatori aperti alla rappresentazione della fede nell'intrattenimento:«"Sapevo che sarebbe stato un numero elevato, ma in realtà è quasi il 100%", ha affermato.» 

IL CAMPIONE DELL'INDAGINE

Più di 12.000 partecipanti di tutte le età, religioni e tendenze politiche sono stati invitati a guardare oltre 100 scende da 50 film e serie tv. È stato loro chiesto di valutare ogni clip in base a livello di intrattenimento, autenticità della rappresentazione della fede (le scene sono rappresentative delle principali tradizioni religiose: cristianesimo, ebraismo, islam) e interesse a proseguire nella visione dell'intero contenuto da cui erano estratte. 

EFFETTO TRUMP

Secondo la direttrice, è evidente l'impatto della seconda amministrazione Trump sulla disponibilità delle persone a parlare di fede: «"Che vi piaccia o no l'attuale amministrazione", ha affermato Zaugg, "le persone sono molto più aperte a parlare di fede e credo"» . Sono stati inoltre i più lontani dalla fede, atei e agnostici, a mostrare una reattività più intensa: per il 53 % di loto i programmi con contenuti di fede e spiritualità erano considerati più interessanti di altri, percentuale che è aumentata al 58 dopo aver visto le clip proposte dai ricercatori. Anche il giudizio su quanto un prodotto sia coinvolgente è stato particolarmente positivo per questa categoria: dove la fede è oggetto di rappresentazione ed è credibile allora il programma è ritenuto particolarmente coinvolgente.

QUANDO LO STEREOTIPO VA COMBATTUTO

Ciò che ha ottenuto il disappunto degli intervistati è stata la rappresentazione stereotipata e piatta della vita di fede. Idem se credenze e tradizioni venivano fatte oggetto di umorismo non rispettoso. La rappresentazione della spiritualità deve essere autentica, complessa, emotivamente carica, credibile e non appiattita su luoghi comuni e caricature. Un segnale importante, questo. Quello che è apprezzato nell'offerta video è la possibilità di rintracciare nei vissuti dei personaggi ciò che attraversa la vita di ognuno: significa che la dimensione spirituale non è più considerata come un vezzo o peggio un vizio privato da smaltirsi in solitudine,  senza dare nell'occhio, ma è una regione dell'animo che ogni uomo calpesta. Ed è rincuorante, allora, sapere che altri, in quella terra che a volte appare desolata, hanno sentito muoversi i passi di Dio.

GOLD RUSH o GOD RUSH?

Se l'offerta entertainment iniziasse a tenere in debito conto quanto è emerso da questa ricerca, forse, potrebbe ricavarne ampi profitti. Secondo Nesho, fondatore di HarrisX, gli esiti dell'indagine offrono ai produttori una vera e propria tabella di marcia (o una mappa del tesoro) per chi voglia proporre la fede in modo convincente, e quindi anche profittevole, al pubblico. «Finché queste rappresentazioni vengono affrontate con attenzione e rispetto, senza essere banalizzate ma affrontando la complessità della natura umana e la fede in qualcosa di più elevato di loro stessi, penso che questa sia la ricetta per il successo", ha affermato Nesho. » La fede è dunque un nuovo filone aurifero da seguire per estrarne ricchezza fino a che non si esaurisca? Si potrebbe anche ragionare così, però non si dovrebbe. Un esempio emblematico, in senso virtuoso, può essere considerata la storia della produzione di The Chosen: nata dal basso, come crowdfounding che gli stessi spettatori-fan hanno alimentato, libera dalle logiche hollywoodiane, intenzionata a preservare indipendenza narrativa (e fedeltà alla figura di Crsito), ha raggiunto un enorme successo di pubblico e una distribuzione nelle principali piattaforme di streaming.

Per funzionare davvero, la fede, deve essere trattata per quello che è: una dimensione fondamentale della natura umana, il luogo in cui la creatura cerca la relazione con il Creatore, il punto in cui esplodono le domande più feroci sulla vita, dove il dolore e la sua ottusa insensatezza cercano risposta. E, se trovano Cristo, vero Dio e vero Uomo, rischiano addirittura di trovarla. Del resto l'antenato nobile dell'intrattenimento video, il teatro, è nato come rappresentazione religiosa, sia in ambito antico, sia nei drammi sacri del Medioevo. Non è strano allora che l'uomo continui ad apprezzare che le produzioni artistiche mostrino ciò che non è mai del tutto rappresentabile, ovvero il mistero del rapporto tra uomo e Dio: non esiste tema più universale di questo, altro che nicchia di pubblico bigotto. (Foto: The Chosen Italia, Youtube)

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