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SCIENZA E FEDE
La Terra come eccezione: da Artemis II lo stupore di una “scialuppa” sospesa nel caos apparente
La straordinaria unicità del nostro pianeta nasce da una combinazione irripetibile di condizioni fisiche che rende possibile la vita nel mezzo di un apparente caos. Ma la risposta è in una Logica che regge il mondo e che è capace di amare
16 Aprile 2026 - 00:09
(ANSA)
«"Quando abbiamo visto la Terra, così minuscola, la gente ha chiesto al nostro equipaggio quali impressioni avessimo avuto. E onestamente, ciò che mi ha colpito non è stata tanto la Terra in sé, quanto tutta l'oscurità che la circondava." L'oscurità totale che avvolge il nostro pianeta ha ricordato a Koch - come riporta people.com - che viviamo tutti su una "scialuppa di salvataggio sospesa indisturbata nell'universo".» Christina Koch ha fatto parte dell'equipaggio dei 4 astronauti della missione Artemis II che si è compiuta tra il primo e l'11 aprile scorsi. Una missione da record per molti aspetti: la distanza coperta, le immagini e i dati raccolti, la precisione con cui si è svolta, la collaborazione internazionale e, non ultimo, l'esperienza umana vissuta e riferita dai componenti della squadra. Non solo dei professionisti preparatissimi, ma compagni di viaggio anche nostri in un altro equipaggio di cui, spesso purtroppo senza averne coscienza, tutti facciamo parte: la comunità umana, imbarcata sulla stessa "navicella".
Non è pigra retorica, è precisamente ciò che hanno sperimentato gli astronauti, come racconta la quarantasettenne americana Koch, detentrice di diversi record (quello di permanenza continuativa nello spazio per una donna e prima a viaggiare oltre l'orbita terrestre). La Terra è "tiny", piccina, l'oscurità che pure non la inghiotte, ma sembra come cullarla, è smisurata. La Terra non è solo quell'aiuola che ci fa tanto feroci è la nostra casa volante, un po' in stile UP, ma ben più stabile, sicura, ospitale e infinitamente più bella. Ne parla proprio come di una navicella anche il compianto fisico italiano Antonino Zichichi che nel 2017 aveva affidato alle nostre pagine una riflessione sul senso del Creato e l'inaccettabilità di ricondurre tutto al Caos.
« Nel nostro viaggio cosmico avremmo potuto finire dritti contro il Sole. E anche la Luna, invece di entrare correttamente nella trappola gravitazionale della nostra Terra, avrebbe potuto colpirci in pieno». E così, invece di schiantarsi contro quella che sarebbe diventata casa nostra, la Luna si è accomodata al nostro fianco. Da dietro il suo lato oscuro l'abbiamo visto, il fianco del pianeta azzurro, che si staglia sull'oscurità più densa da sembrare un Caravaggio. Continuava Zichichi, nel suo racconto del mondo e di come la nostra stessa ragione non possa che riconoscervi una logica amorosa: «Tutto è andato in modo perfetto al fine di potere godere dell’enorme fortuna cosmica, imbarcati, come siamo, in una navicella spaziale, dotata di albe e tramonti, con fiori e colori, profumi e sapori, la Pietà di Michelangelo, Cattedrali e cielo stellato. Esempi limpidi di Bellezza del Creato. La sorgente affascinante di questa Bellezza è nella Logica Rigorosa che regge il mondo.»
Come è possibile, di fronte alla meraviglia della natura, ricondurre tutto all'effetto del caos? E' ben più faticoso, irrazionale e difficile da sostenere di quanto non sia, invece, impegnarsi a decifrare il codice con il quale l'autore ha creato e sostiene il mondo: «Questa Logica nessuno sarebbe riuscito a immaginarla nelle sue formidabili strutture. C’è però chi crede che questa fortuna cosmica sia dovuta al caso, non al fatto che esiste una Logica che regge il mondo. Se fossimo figli del Caos non potrebbero esistere le Leggi Fondamentali della Natura. L’insieme di queste leggi certifica l’esistenza di una Logica Rigorosa che regge il mondo: dall’Universo Subnucleare (che si realizza in una struttura spaziale piccolissima: un decimo di millesimo di miliardesimo di centimetro) all’Universo fatto con Stelle e Galassie (che si estende su miliardi e miliardi di chilometri). Scoprire e studiare la Logica di Colui che ha fatto il mondo è incredibilmente affascinante».
Tutta questa bellezza è anche perennemente trafitta e tradita, perché esiste il peccato. Ma esiste anche Cristo, e la Sua Grazia. Per questo si può giustamente provare fastidio davanti a richiami solo sentimentali al comune destino dell'uomo, alla meraviglia della natura e del nostro pianeta visto da lassù: non basta allontanarsi migliaia di chilometri dall'atmosfera terrestre per perdere di vista la fatica e il dolore che si masticano in quella che, pur fiorita, profumata, irrigata, resta una valle di lacrime. Consolano allora le parole di un altro astronauta, il pilota Victor Glover, cristiano protestante, che racconta la stessa esperienza, la consapevolezza che la terra sia un'astronave lanciata nel cosmo, un'oasi di bellezza, un luogo unico dove tutti siamo uniti. Ma sa anche che e quaggiù e lassù ciò che davvero permette all'uomo di ricomporre sè stesso e il creato in una vera armonia è Cristo: "Abbiamo bisogno di Gesù, sia qui sulla Terra che in orbita attorno alla Luna". "Gesù è quel ponte che supera il peccato e ci dà la possibilità di andare in paradiso".
"Houston, abbiamo diversi problemi" (uno solo, in realtà: il peccato). Ma per l'infinita bontà di Dio abbiamo ottenuto anche il solo e unico Salvatore. (Foto: Ansa)












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