EMERGENZA NISCEMI
ripensare la storia
Il nazismo e la memoria selettiva
Promossa da Furio Colombo la giornata del 27 gennaio patisce un vizio originale
31 Gennaio 2026 - 00:05
Imagoeconomica
Sono passati pochi giorni dalla giornata per la memoria (27 gennaio), ed è dunque opportuno, per una rubrica che si occupa di storia, partire da qui.
Perché le giornate della memoria destano perplessità presso gli storici, che conoscono quanto sia diffuso il tentativo non di coltivarla, ma di strumentalizzarla. Questa giornata fu introdotta per iniziativa di Furio Colombo, nell’anno 2000. Ma chi era costui?
Colombo è stato direttore del quotidiano comunista l’Unità, editorialista di Repubblica e cofondatore de Il fatto quotidiano, oltre che deputato del PDS (ex PCI). È stato, inoltre, un esponente di spicco del sionismo ateo italiano.
Basterebbero questi dati per capire come la Giornata della memoria sia stata concepita, ab initio, più come un’opera propagandistica che come una occasione di approfondimento storico. Certamente ricordare i massacri del nazismo è necessario, ma questo è stato fatto mettendo nel dimenticato quelli del comunismo. Lager sì, gulag no; le infamie compiute dai nazisti sino al 1945 sì, almeno in parte, e quelle perpetrate sino al 1989 in URSS, e, ancora oggi, in Cina, Corea del nord ecc, no!
Ma anche per quanto riguarda il nazismo, la memoria è stata da subito molto selettiva: assoluta dimenticanza delle vittime cattoliche del nazismo. Quanti in Italia sanno che il cattolicesimo era per Hitler un nemico mortale, contro cui condusse da subito una battaglia astuta, ma implacabile? Quanti che la “croce uncinata” era espressamente contrapposta alla croce di Cristo? Quanti hanno mai sentito che nel solo lager di Dachau furono internati circa 2800 religiosi cattolici e che nella sola provincia di Lucca, nel solo 1944, furono uccisi dai tedeschi 28 sacerdoti cattolici?
Nella “memoria costruita” a tavolino da Colombo e soci, queste pagine di storia non esistono, così come non ci sono le centinaia di sacerdoti e vescovi annoverati tra i Giusti tra le nazioni per aver salvato la vita di molti ebrei, a rischio della propria vita.
Di più: Pio XII, il papa che salvò decine di migliaia di ebrei facendoli nascondere nei seminari e nei conventi di tutta Europa, e che collaborò al piano, purtroppo fallito, per l’uccisione di Hitler, è diventato, nelle ricostruzioni anticristiane, “il papa dei nazisti”! La sua vera colpa? Aver sostenuto la Dc di De Gasperi contro le sinistre nel 1948, aver scomunicato il comunismo nel 1949, e non avere riconosciuto lo stato di Israele, prevedendo i disastri che ne sarebbero derivati e schierandosi a sostegno dei circa 750 mila profughi palestinesi, tra cui moltissimi cristiani, scacciati dalla loro terra con le bombe e le armi di Stalin.
E l’iscrizione di Colombo al partito radicale transnazionale? Ci aiuta a capire perché in Italia del nazismo si tacciano moltissimi fatti: che introdusse il divorzio e l’aborto selettivo; che le SA e molti gerarchi nazisti erano omosessuali e bisessuali; che la Germania nazista fu il primo paese a legalizzare l’eutanasia in nome della “pietà”, ma anche della riduzione della spesa pubblica…
A proposito di eutanasia, Colombo, deceduto di morte naturale a 94 anni, nel 2025, è stato tra i promotori dell’intergruppo per l’eutanasia, nel 2015, insieme a Paolo Mieli, David Parenzo, Corrado Augias, Emma Bonino, Marco Pannella…
Ma ricordare il nazismo e calpestare la sacralità della vita umana sono due cose che non possono stare insieme.












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