LA PAROLA DEL GIORNO
LA PAROLA DEL GIORNO
Salvati dalla mediocrità
La predica corta della domenica, in gennaio l'omelia di don Massimo Vacchetti
18 Gennaio 2026 - 00:05
Don Raffaele è un giovane sacerdote. Ha davanti a sé quaranta suoi confratelli che stanno vivendo un corso di esercizi Spirituali. Ci guarda e ci dice: “Se Gesù è il salvatore, da cosa ti ha salvato?”. Continua: “Questo è il punto di discernimento vocazionale. Quando un giovane entra in Seminario, la prima domanda da farsi, è: “Da cosa ti ha salvato quel Gesù che vuoi servire e seguire?”.
Uscendo da quell’incontro, ho dovuto chiedermi da cosa Cristo mi avesse salvato. E mi sono accorto che – almeno nei miei anni giovanili - mi ha salvato dalla mediocrità, ossia dall’avere desideri piccoli e meschini. Quando Cristo è entrato nella mia vita, in maniera limpida, serena, senza cioè traumi, ma al tempo stesso impetuosa, mi ha regalato il desiderio di una vita abbondante. “Sono venuto per dare la vita e darla in abbondanza” dice Gesù. Quando Cristo si è svelato, mi ha rivelato il fascino della mia vocazione.
Io conoscevo Cristo e lui mi dava di conoscere me stesso. Finalmente e pienamente, io. L’ingresso in seminario, l’obbedienza ai superiori, l’offerta della mia vita non sono stati i tratti di una rinuncia, ma di una promessa. La castità non è una condizione
conseguenza della mia scelta, ma l’alveo in cui ricevere quell’abbondanza di vita per la quale Cristo è venuto per me.
L’abbondanza di vita – l’ho scoperto nel tempo - non si limita a delle opportunità, a delle consolazioni, pure in mezzo anche a qualche amarezza. L’abbondanza è Cristo stesso, la sua compagnia, il suo esserci per me, fino alla fine del mondo, cioè ovunque, in qualunque circostanza io sia. Giovanni, il Battista, indica Gesù e lo addita: “Ecco, l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.
Giovanni aveva intuito, presentimento del vero, che Gesù salva dai peccati. Come e perché abbia detto quello che ha detto - quello che poi è divenuta la coscienza della Chiesa “Ecco, l’Agnello di Dio. Ecco, Colui che toglie i peccati del mondo” - non ci è dato di saperlo. La verità non è mai soltanto una questione di intelletto. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che
mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che
battezza nello Spirito Santo".
Giovanni ha fatto un’esperienza di Dio, un’esperienza dello Spirito. Le cose più importanti non le leggiamo sui libri, né le apprendiamo da catechesi o omelie, ma da qualcosa che accade, spesso nonostante noi, qualcosa che vince la nostra distrazione e ci commuove. Da cosa, Gesù ti ha salvato? La vita cristiana non è una regola e né primariamente l’obbedienza ad esse, ma un avvenimento in cui Gesù Cristo ti ha salvato dai peccati, dal male, dal demonio, da una vita senza senso, da una vita borghese, mediocre, da una vita senza meta, dalla solitudine, dall’inamore, dalla morte e dal nulla che ne consegue. Gesù salva.
Gesù il cui nome significa Colui che salva, è sacramento di salvezza. Gesù, vero Dio e vero uomo, il cui santissimo nome, il cui sacratissimo cuore, il cui preziosissimo sangue, il cui santissimo corpo sacrificato sull’altare, è salvezza. La salvezza non è
dimenticanza dei peccati, non è un condono, non è nemmeno appena l’assoluzione. È la comunione con Lui. Con me. L’Eucarestia. Chi non ha fatto questa esperienza può solo ripetere sulle tracce del Battista: “Io non ti conosco, ma desidero vederti. Desidero sapere il tuo nome. Desidero te. Mostrati. Dammi un segno, come hai dato ai Giovanni il segno dello Spirito sotto il segno della colomba, perché io ririconosca”.
“Chi domanda e non domanda Cristo, non sa quello che vuole" diceva San Filippo Neri, uno dei Santi più cari a Roma. Io, Giovanni, ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». La testimonianza, povera, contraddittoria, di Giovanni, come la mia, la tua, è il volto visibile con cui si rende evidente ciò da cui sei stato salvato. Chi vedeva e incontrava San Filippo Neri, Piergiorgio Frassati, Madre Teresa, Carlo Acutis riscontrava sul loro viso i tratti inconfondibili di Gesù.










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