Domenica 01 Febbraio 2026

LA PAROLA DEL GIORNO

Chiamati all’eternità: l’umiltà che apre al Regno

La predica corta della domenica, a febbraio l'omelia di don Giorgio Bigazzi

Chiamati all’eternità: l’umiltà che apre al Regno
Oggi nella quarta domenica del Tempo Ordinario, dunque ancora gli inizi di questo nuovo anno, per bocca dell'Apostolo San Paolo ci viene rivolto un invito che non possiamo prendere alla leggera: "Considerate la vostra chiamata fratelli".
Tutte le letture di oggi infatti ci invitano a tener alto lo sguardo verso Dio,  il suo Regno e il fine per cui Egli ci ha voluto: godere in eterno del suo amore infinito.
Questo sguardo che noi rivolgiamo al Signore deve però avere la fondamentale caratteristica dell'umiltà, propria solo di coloro che non confidano in se stessi, ma cercano Dio con cuore sincero. San Paolo sottolinea molto bene questo concetto: il Signore ama gli umili, si lascia da loro trovare e li pone sotto la sua costante protezione. Egli li sceglie per testimoniare al mondo che la grandezza umana non attira la sua compiacenza e soprattutto che nessuno mai può gloriarsi del bene che compie, in quanto proveniente da Lui come ineffabile dono!
Anche le Beatitudini che Gesù ci presenta nel Vangelo di questa domenica ci mostrano chiaramente come le scelte che Dio compie nella realizzazione della sua santa volontà sono sempre opposte ai criteri del mondo. Esse infatti sono valori totalmente diversi da quelli che l'umana società, in particolare oggi, propone sviando e traviando l'umanità, soprattutto i giovani. Gesù invece ci invita a essere poveri in spirito, ci esorta alla mitezza e alla purezza del corpo e dell' anima. Ci assicura il suo sostegno nella persecuzione, perché coloro che perseverando si manterranno fedeli veranno da Dio ricompensati con la vita eterna.
Scriveva papa Benedetto XVI:" Le Beatitudini sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciugale lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli". Guardiamo dunque a Maria Santissima, Mater purissima, che per la sua profonda umiltà ha attirato su di sè lo sguardo dell' Altissimo e impegnamoci a vivere questa virtù giorno per giorno.

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