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NEWS 5 novembre 2019    di Raffaella Frullone

Al cinema c’è Una canzone per mio padre

«Dov’è la mamma?»

«Se ne è andata. Non mi vuole più. E non vuole più neanche te»

Bart aveva solamente dieci anni quando venne abbandonato dalla mamma. Era il 1985 quando rimase solo a Grenville, in Texas con un padre violento, alcolizzato e frustrato dal fallimento della sua carriera di giocatore di football.

«E mi sono rifugiato nella musica. Ho trovato delle canzoni che sono state come un ancora per me, mi hanno dato speranza, era ciò di cui avevo bisogno».

Una canzone per mio padre è la trasposizione cinematografica di una storia vera, la storia di Bart Millard e di come sia arrivato a scrivere una canzone vincitrice del doppio disco di platino, che ha emozionato milioni di persone negli Stati Uniti e non solo.

Il biopic racconta di come la musica sarà l’arma della riscossa di questo ragazzino, un’arma grazie alla quale avrà il coraggio di lasciare il paese in cui è cresciuto, la ragazza di cui è innamorato, troverà un’insegnate che crede nel suo talento, abbraccerà con coraggio un percorso di fede, troverà degli amici veri che oltre a condividere con lui la passione per la musica saranno la sua seconda famiglia. I Can Only Imagine, questo il titolo della canzone, nasce dalla ferita ancora sanguinante dell’abbandono della madre ma soprattutto dal rapporto lacerato col padre, col quale si riconcilierà poco prima della sua morte. Un film che parla di abbandono e di perdono, di angoscia e di amicizia, di illusione e di fede, di dolore e riscatto, di dipendenze e di guarigione, del potere della musica.

Distribuito dalla Dominus Production, il film verrà presentato giovedì 7 novembre a Milano all’Uci Cinema Bicocca alle 20, una prima tutta particolare, che vedrà la presenza dei The Sun, gruppo rock cristiano italiano che con una carriera ventennale alle spalle e successivamente in altri cinema italiani.

La regia è dei fratelli Andrew e Jon Erwin, noti come Erwin Brothers, sceneggiatori e produttori cinematografici americani che tra gli altri hanno prodotto anche October Baby, ispirato alla vita di Gianna Jessen, americana sopravvissuta negli anni Settanta ad un aborto salino.

Solo negli Stati Uniti il film ha registrato più di 10 milioni di biglietti venduti, con un incasso di oltre 85 milioni di dollari, ma non è solo questo che ne fa un prodotto di successo: «Questo è un film che aiuta i giovani ad amare», così lo ha definito Federica Picchi, anima della Dominus Production – «fa capire l’importanza delle relazioni, dei rapporti personali veri. Vedendo l’emozione del pubblico e degli addetti ai lavori presenti in sala per l’anteprima, posso dire con certezza che questo film toccherà molti cuori».

In un mondo che nega la sofferenza dei bambini di fronte alla separazione dei genitori, ammantandola di buonismo per cui “meglio separati che infelici”, in un mondo che cerca in tutti i modi di cancellare e annullare la figura del padre, in un mondo che alimenta le dipendenze invece di combatterle questo film è un coraggioso squarcio sulla realtà. 110 minuti immagini e musica che arrivano al cuore più di tante parole.


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