venerdì 24 settembre 2021
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NEWS 5 gennaio 2021    di Raffaella Frullone

“Amen and Awomen”, dove può arrivare il Congresso americano con Biden

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Ammesso e non concesso che ci troviamo di fronte ad un inizio – quello dell’era Biden –  e soprattutto ad un’opera.

L’altro ieri, in occasione del giuramento del 117° Congresso americano, il deputato democratico Emanuel Clever, al termine del suo discorso, ha ben pensato di recitare una “preghiera”. Cleaver infatti, oltre ad essere un rappresentante del Missouri al Congresso, è anche un pastore della Chiesa metodista unita. Così ha voluto chiudere il suo intervento con queste parole: «Possa Dio benedire ogni rappresentante con il coraggio e la saggezza per difendere la nostra democrazia e le libertà che tutti teniamo così a cuore. Possa innalzare su di noi la luce del suo volto e darci pace, pace nelle nostre famiglie, pace in questa terra, e oso chiedere, o Signore, pace anche in questo Camera, lo chiediamo nel nome del dio monoteista, Brahma, e di ‘dio’ conosciuto con molti altri nomi da molte fedi diverse. Amen e a-women».

Sì, ha detto proprio Amen and awomen. Come se Amen fosse un termine declinabile al maschile e al femminile, come se quel (a)men significasse uomini. Il video è diventato immediatamente virale, ma ancora non è chiaro se il deputato, un ministro ordinato, davvero non sapesse che Amen è il termine per dire «Così sia» o se, pur sapendolo, abbia scientemente deciso di declinarlo al femminile per apparire “più inclusivo”, cosa che ultimamente è come il nero, va su tutto.

Non si tratta solo del classico «fratelli e sorelle» o «signori e signore», come se le donne fossero veramente escluse dalla definizione al maschile (ma perché?), ma di fare un passo. Il primo dell’anno infatti al Congresso sono state proposte delle modifiche al regolamento, modifiche che, stando alla speaker Nancy Pelosi, renderanno la Camera più “inclusiva”. Come? Facendo in modo che vengano utilizzati solo termini di genere neutro come «genitore», al posto di madre e padre, «prole», al posto di figlio o figli, «consanguineo» al posto di fratello e sorella, «consanguineo dei genitori» al posto di zio e zia. Insomma, un modo come un altro per mettere al centro dell’agenda i veri problemi degli americani e le grandi questioni che interrogano l’uomo di oggi.

Qualcuno la chiama “libertà di espressione”, qualcun altro “linguaggio inclusivo”, qualcuno ancora “lotta alle discriminazioni”. Comunque li si chiami, questi forse sono i primi passi dell’America di Biden,  che, lo scorso autunno, sul tema è stato piuttosto chiaro. Di fronte ad una bambina che gli ha chiesto (sic!) quali azioni il candidato democratico intendesse adottare per «proteggere i diritti degli LGBTQ», Biden aveva risposto che non ci dovrebbe essere discriminazione nei confronti di «un bambino di 8 anni, o un bambino di 10, che dica, “sai, ho deciso che voglio essere transgender. Questo è quello che penso mi piacerebbe essere, mi renderebbe la vita molto più facile” ».

Di fronte a questo evidentemente Amen and women non può che far sorridere o meglio ridere, cosa che stanno facendo gli utenti in rete su gran parte dei social network. Ridere per non piangere s’intende, a meno che Laura Boldrini stia piangendo per la commozione, poiché per una volta qualcuno ha superato anche la presidenta emerita della Camera nella sottile arte di declinare l’indeclinabile.

Noi invece chiediamo di non declinare il nostro invito: che si torni a scuola, al più presto. Amen.

 


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