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NEWS 9 Giugno 2021    di Francesca Burattin

C’è un giudice in Virginia, reintegrato l’insegnante sospeso in nome della causa gender

Byron “Tanner” Cross, un insegnante di educazione fisica alla scuola elementare di Leesburg, ha citato in giudizio il distretto scolastico della contea di Loudoun per la sua sospensione il mese scorso. Facendo ricorso alla scuola che lo avevo cacciato l’insegnante ha sostenuto che questa sospensione violava i suoi diritti del Primo Emendamento e le sue convinzioni religiose (ne avevamo dato notizia qui). Cross ha affermato che la politica del distretto scolastico, che richiede agli insegnanti di rivolgersi agli studenti con i pronomi da loro scelti, non è altro che un «abuso su un bambino» e che il distretto «ha oltrepassato il limite» sospendendolo.

Per questa azione legale Cross ha richiesto l’aiuto del consulente dell’Alliance Defending Freedom (ADF), dopo che il suo discorso al consiglio scolastico in merito alle politiche proposte che disciplinano l’identità di genere degli studenti era diventato virale. Citando la sua fede cristiana, Cross ha affermato che non si sarebbe conformato a nessuna politica del distretto scolastico che richiedesse al personale di utilizzare i pronomi preferiti dagli studenti.

«Amo tutti i miei studenti, ma non mentirò mai loro, a prescindere dalle conseguenze. Sono un insegnante, ma servo prima Dio e non posso affermare che un ragazzo biologico può essere una ragazza e viceversa perché è contro la mia religione, sto mentendo a un bambino, è un insulto al bambino e peccato contro il nostro Dio», aveva detto Cross.

Martedì il giudice James Plowman si è schierato con Cross e ha reintegrato all’insegnamento il professore. Il giudice ha sentenziato che il professore parlando agli studenti durante il consiglio scolastico stava parlando al di fuori dell’orario di lavoro, come cittadino e non nella sua veste di insegnante. La corte ha quindi stabilito che la ragione dichiarata dalla Loudoun County Public School per mettere Cross in congedo era debole e che nessuna prova mostrava che i suoi commenti avessero causato un problema alle attività scolastiche.

ADF ha ulteriormente spiegato in un comunicato stampa:

«La conclusione è che il distretto scolastico non può usare gli insegnanti come portavoce per promuovere un’agenda politica che viola le loro convinzioni. Ma questo è esattamente ciò che sta cercando di fare. E quando Tanner [Cross] ha usato il suo diritto costituzionale per parlare contro la politica [del distretto], i funzionari lo hanno punito, utilizzandolo come esempio e inviando il messaggio che gli insegnanti devono seguire la loro linea ideologica o affrontarne le conseguenze.

Questa cosa non può accadere.

Il dibattito sulla politica della scuola va molto oltre l’utilizzo dei pronomi. Riguarda la verità scientifica. E se il governo può costringere un individuo ad approvare un’ideologia che è in conflitto con le sue convinzioni.

E il caso di Tanner riguarda qualcosa di ancora più importante: si tratta di avere il diritto di esprimere opinioni dissenzienti rispetto ai nostri funzionari eletti. Non tutti saranno d’accordo con Tanner su quale dovrebbe essere la politica della scuola, ma, in una società libera, tutti devono avere il diritto di sostenere le proprie opinioni.

C’è molto in gioco».


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