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NEWS 20 Gennaio 2022    di Redazione

Cluzel, «il macronismo che frattura l’Europa»

(Nostra traduzione di lavoro)

di Gabrielle Cluzel (Boulevard Voltaire)

«Voglio aggiornare la Carta europea con l’integrazione dell’ambiente e del diritto all’aborto», ha dichiarato Emmanuel Macron al Parlamento europeo a Strasburgo. Il paradosso, la contraddizione, la tesi e l’antitesi abitano contemporaneamente il nostro Presidente. Alcuni, come lo storico Pierre Serna, qualificano questo macronismo come di estremo centro, e rende bene l’idea.

Paradossale fratturare l’Europa – dopo aver fratturato la Francia -, quando si è un eurolatra patentato e il turiferario in capo dell’Unione Europea. Perché chi può immaginare per un istante che Ungheria, Polonia e Malta possano accettare una tale sacralizzazione dell’aborto senza battere ciglio?

Brutalizzando dei popoli e dei governi democraticamente eletti, Macron sta per caso cercando di provocare Polexit, Maltexit, Hongrexit?

Paradossale scegliere il Parlamento europeo per fare la sua campagna elettorale franco francese: perché è palesemente strizzare l’occhio alla sinistra. La sinistra che da anni spinge il matrimonio per tutti e la Procreazione medicalmente assistita. È così semplice così conveniente.

Paradossale questa santificazione dell’aborto quando abbiamo appena celebrato i meriti dell’inclusione dei disabili che sembra mettere in dubbio – Horresco referens – il candidato Zemmour. L’ho scritto qualche giorno fa su queste colonne: la possibilità offerta dalla legge, attraverso l’aborto, di sopprimere i bambini disabili in utero fino agli ultimi giorni di gravidanza è davvero “inclusiva”?

Paradossale proclamare la violenza sulle donne la grande causa del quinquennio e pretendere di scolpire l’aborto nella pietra europea come un diritto fondamentale, quando sappiamo che è la causa in India, Cina o Pakistan, ma anche presente alle nostre latitudini, di un gigantesco femminicidio silenzioso: entro la fine del decennio mancheranno più di quattro milioni di ragazze, ha riferito Courrier International , nel 2022. In Europa è vietato l’aborto selettivo per sesso, mi ha risposto poche ore fa su CNews, Gerard Leclerc. Bella battuta! Da quando (agosto 2014) è stata abolita la clausola della condizione di disagio, presente nella legge Velo, sull’aborto, del 1975, una donna non deve più giustificare il motivo dell’interruzione volontaria di gravidanza. Che può dunque essere il sesso di suo figlio.

Paradossale voler promuovere, nella stessa frase, sia “l’ambiente” – traduzione semantica cristiana e antropologica dell’ecologia, poiché l’ambiente è essenzialmente relativo, in relazione a un punto centrale che è l’uomo – e l’aborto. La specie umana sarebbe dunque l’unica a non avere il diritto di essere tutelata dall’ecologia, quando la ragion d’essere dell’ecologia è tuttavia quella di permettere all’uomo di vivere meglio?

Paradossalmente, infine e soprattutto, consigliare, per un continente che invecchia, che sta morendo, di non avere figli al punto che i suoi governanti, come in Germania, a volte dicono di essere costretti a importare quelli degli altri, è una misura che favorisce sempre meno nascite.


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