mercoledì 30 novembre 2022
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NEWS 21 Dicembre 2021    di Redazione

Da 22 anni costruisce chiese, coi mattoncini Lego

John Kraemer non è un architetto, ma è, a modo suo, certamente un costruttore. Probabilmente ha progettato e costruito più edifici di un architetto medio. L’unica differenza? Le creazioni di Kraemer sono realizzate interamente con i mattoncini Lego e sono tutte espressioni profonde della sua fede cattolica.

Si chiama The Lego Church Project e il fulcro del progetto sono appunto gigantesche chiese cattoliche fatte di Lego, progettate di anno in anno da Kraemer, con un lavoro di circa due mesi e mezzo per la realizzazione, e realizzate con circa 30.000 pezzi. Ogni anno, Kraemer costruisce la chiesa, la espone in una manciata di parrocchie nell’area di Saginaw, nel Michigan, durante il periodo dell’Avvento e del Natale e dopo le feste la demolisce e ricomincia. Lo ha fatto per quasi due decenni finora, e non sembra avere intenzione di fermarsi. «Ciò che è importante per me è sapere che sto facendo il lavoro di Dio… Mi auguro che quando le persone guardano i miei lavori, sia che li vedano di persona sia che vedano le fotografie, percepiscano la mia fede», ha detto.

Kraemer ha una forma lieve di paralisi cerebrale, che colpisce il suo apprendimento, il suo equilibrio, il suo udito e il suo controllo motorio, fatto che rende la sua capacità di costruire edifici Lego così intricati ancora più impressionante. «Nonostante le difficoltà, per grazia di Dio, sono ancora in piedi e sono in grado di fare le cose che devo fare», ha detto.

Ma come è nato tutto questo? Da bambino, Kraemer si divertiva a giocare con i Lego e ad un certo punto si è lasciato ispirare dalla realtà che viveva. «In quel periodo per me, la Chiesa era il fulcro di ciò che eravamo… era tutto» e pian piano l’hobby è sbocciato in qualcosa di sempre più grande. La sua prima “esposizione” ufficiale Lego fu nella parrocchia di Sant’Elena, ora chiamata Cristo il Buon Pastore, a Saginaw, sempre in Michigan. Oggi dedica dalle 2 alle 5 ore al giorno a posare i mattoni.

«Mentre sto costruendo, espongo a Dio tutte le mie paure, tutte le mie ansie, tutte le sfide che sto affrontando personalmente… prego con le mie mani mentre costruisco perché sto cercando di costruire la fede in un modo molto creativo». Le dimensioni delle sue chiese Lego, che possono pesare fino a 36kg, sono in qualche modo limitate dalla necessità che debbano essere trasportate in auto. Ognuno è costruito su una base di compensato e il suo ultimo sforzo misurava quasi 1,5 metri di lunghezza e 60cm di altezza.

Le chiese di Kraemer non sono semplicemente un’espressione della sua creatività; ognuna non solo “racconta una storia”, ma invia anche un messaggio sulle cose che apprezza. Ad esempio, ciascuna delle chiese di Kraemer è riempita da una congregazione di sorridenti omini Lego, a volte fino a 200 persone. «Le mie [chiese] sono piene fino all’orlo di persone, di proposito, non per caso. …Quando le persone vedono il mio lavoro, spero che vengano ispirate a un livello profondo a comprendere il valore della Messa», ha osservato. «Il numero di presenze alla Messa è diminuito da molto tempo. E credo che i laici abbiano l’opportunità di essere di incoraggiamento per gli altri… per rendere la Messa una priorità più di quello che è ora».

Kraemer ha detto che gli piace il periodo di “esposizione” ogni anno perché gli consente di rispondere alle domande sulle sue creazioni Lego e di apprezzare le reazioni delle persone alla vista del suo lavoro, in particolare le reazioni dei bambini. Ma ha detto che gli consente anche di spiegare le sue motivazioni più profonde per un progetto così laborioso.

«Sto dimostrando che non importa quale sfida, sia essa medica o emotiva o altro, non importa quale sfida o disabilità si debba affrontare, Dio può ancora usare i tuoi talenti», ha spiegato Kraemer. «Questo è un messaggio che trasmetto da 22 anni perché lo vivo. Soffro di paralisi cerebrale: sono l’ultima persona su questa terra che mi sarei mai aspettato di essere seduta qui a parlare della fede nel modo più creativo possibile. Ed è un’esperienza fantastica sapere che sto facendo qualcosa di straordinario che piace alle persone». (Fonte)


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