domenica 16 gennaio 2022
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NEWS 3 Dicembre 2021    di Francesca Burattin

Dopo l’obliterazione del Natale della Ue ecco i giochi “inclusivi” del governo francese

Il grande obiettivo del quinquennio Macron è la parità tra donne e uomini e non importa che il Natale si stia avvicinando con la sua quota di incertezze. Babbo Natale sarà il grande assente in alcune case francesi per mancanza di mezzi, l’arrivo della variante omicron, il moltiplicarsi dei vincoli sanitari che preoccupano giustamente i consumatori prima delle festività di fine anno. Ma il governo ha deciso che quello per cui vale davvero la pena combattere è «lottare contro gli stereotipi di genere, fin dalla tenera età, soprattutto attraverso i giocattoli». Che le famiglie, dal canto loro, non si pongano la questione del colore del giocattolo per i propri figli, ma piuttosto quella del prezzo, pare non essere rilevante.

A due anni dalla firma della prima carta, Elisabeth Moreno, Ministro delegato per Diversità e Pari opportunità, Agnès Pannier-Runacher, Ministro delegato per l’Industria, e Adrien Taquet, Segretario di Stato incaricato dei Bambini e delle Famiglie, hanno firmato l’edizione 2021 della carta degli impegni volontari per una rappresentanza mista dei giocattoli con gli attori del settore. Insomma, dopo che un documento della Commissione Europea invitava i paesi membri a smettere di usare la parola “Natale” ecco che il governo francese chiede che i giocattoli siano «inclusivi».

Le aziende francesi produttrici di giocattoli hanno, infatti, redatto uno statuto contro gli stereotipi di genere nei loro prodotti. La decisione è stata presa in seguito ad una crescente consapevolezza riguardo una “corretta” rappresentazione di genere nell’industria del giocattolo. L’accordo per una rappresentazione nel mondo del giocattolo “più equilibrata” è stato firmato dal governo francese, dalla Federazione Francese dei produttori di giocattoli e dalle associazioni di settore.

Nel corso del 2022 sarà stilato un rapporto sullo stato di attuazione di questa Carta. «Le disuguaglianze tra donne e uomini mettono radici nell’infanzia. Sono alimentate da stereotipi che iniziano molto presto a determinare le opzioni delle bambine. Sono quindi lieto della firma di questa 3° edizione della Carta per una rappresentanza mista di giocattoli, illustrazione dell’impegno del Governo e dei principali attori privati ​​del settore per una società più egualitaria e più inclusiva», ha spiegato il Ministro Élisabeth Moreno.

Quest’anno la Carta mira in particolare a:

  • Prestare particolare attenzione alla produzione di giocattoli scientifici o rappresentazioni di professioni scientifiche, in modo che non siano assegnati a un genere.
  • Assicurarsi che non vi siano differenze di genere nelle funzioni all’interno dei costumi per bambini

Attraverso questa carta degli impegni, i professionisti del giocattolo si impegnano a:

  • sviluppare giocattoli che non trasmettano stereotipi,
  • Ad offrire visuali neutre o miste
  • Rimuovere la categorizzazione ragazze/ragazzi nei cataloghi o sui loro siti on-line
  • Formare il proprio personale di vendita.

L’ideologia mimetizzata dietro questi artifici difficilmente si nasconde. L’ossessione per il genere è in pieno svolgimento. I genitori che desiderano legittimamente e ingenuamente regalare una macchinina al proprio figlio saranno consigliati da un venditore di giocattoli a privilegiare una bambola. I nonni che vorrebbero comprare quella stessa bambola alla nipotina dovranno accontentarsi della macchinina, più consona agli usi e costumi attuali. Perché la Carta intende «favorire l’acquisto di prodotti non di genere».

Avanti di questo passo e forse un giorno Babbo Natale diventerà donna, con il pretesto dell’inclusione e per non offendere le convinzioni altrui. Nel suo sacco dei regali, trattori di plastica per le ragazze e vestiti da principessa per i ragazzi.


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