domenica 28 novembre 2021
  • 0
NEWS 7 Maggio 2021    di Redazione

Fondi a chi rispetta la libertà religiosa, passa la risoluzione di FDI

Da oggi in poi rispetto della libertà religiosa e in particolare la tutela delle minoranze cristiane sarà tra i criteri che il Ministero degli Esteri è chiamato a tenere in considerazione nell’erogazione di  aiuti economici e i fondi della cooperazione internazionale. E’ stata infatti approvata in Commissione esteri alla Camera la risoluzione presentata Andrea Delmastro Delle Vedove dal capogruppo di Fratelli d’Italia.

Si tratta di «un fondamentale passo in avanti verso la tutela della libertà religiosa del mondo e per contrastare la recrudescenza delle persecuzioni dei cristiani », spiega il primo firmatario, «due i punti fondamentali della risoluzione: la condanna del reato di blasfemia in Pakistan, autentica spada di Damocle sulla testa dei cristiani come visto nel caso di Asia Bibi, e la subordinazione dei fondi erogati dall’Italia per la cooperazione allo sviluppo a precise garanzie sulla condizione delle minoranze cristiane. Da oggi, tra i criteri da valutare per la concessione dei fondi italiani per la cooperazione allo sviluppo vi rientrerà anche il rispetto del diritto a professare liberamente la propria fede e se lo Stato non rispetta le minoranze religiose saranno assegnati direttamente a quegli enti che le tutelano. Per Fratelli d’Italia, essere liberi di professare la propria religione è  il primo e fondamentale diritto di libertà, dal quale derivano le altre. Abbiamo il dovere morale di intervenire per quanto di nostra competenza, a difesa dell’incolumità dei cristiani nel mondo e del diritto a non emigrare per vivere e prosperare nelle terre dei loro padri»

Una battaglia molto sentita da Giorgia Meloni. «La persecuzione dei cristiani – spiega la leader di FDI – è il più grande genocidio in atto nel mondo, sono milioni i fedeli che ogni giorno rischiano la vita in ragione della propria fede e in alcuni Stati si tratta di una vera emergenza. Grazie a Fratelli d’Italia la nostra Nazione potrà essere all’avanguardia in Europa nella difesa della libertà religiosa. Un risultato di cui siamo fieri e orgogliosi»

L’ultimo Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, redatto da Aiuto alla Chiesa che Soffre, aveva delineato un quadro di peggioramento rispetto a quanto era stato rilevato solo alla fine del 2018. All’epoca c’erano 38 Paesi sotto esame: oggi, invece, su un totale di 196, sono ben 62 i Paesi, ovvero il 31,6%, dove la libertà religiosa è violata. Di questi, 26 Paesi sono catalogati come “zona rossa”, ossia dove si registrano persecuzioni estreme, per un totale a livello di popolazione che raggiunge «circa quattro miliardi di persone, ossia poco più della metà (51 per cento) della popolazione mondiale»; gli altri 36 Paesi, che radunano oltre 1 miliardo di persone, sono invece in “zona arancione”, ossia hanno registrato gravi casi di violazione della libertà religiosa.

In occasione della presentazione il cardinale Mauro Piacenza, aveva rimarcato che la libertà religiosa è un diritto e aveva sottolineato che «per favorire la pace e la comprensione tra i popoli e tra tutti gli uomini nel contesto internazionale nel quale viviamo, è necessario ed urgente che si rispettino le religioni e i loro simboli e che i credenti non siano oggetto di provocazioni che offendono la loro pratica e i loro sentimenti».


Potrebbe interessarti anche