mercoledì 02 dicembre 2020
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NEWS 9 agosto 2020    di Redazione
Gandolfini: «Culle sempre più vuote e il ministro pensa a come “facilitare” l’aborto»

«Assumere la Ru486 senza ricovero è un attentato alla vita e alla salute della donna, alla quale viene indicata una soluzione che banalizza l’aborto e che la lascia sempre più sola in una decisione drammatica», afferma il leader del Family Day Massimo Gandolfini. Il riferimento è all’aggiornamento delle linee guida sull’aborto promosso dal ministro Robero Speranza, consentendo ora l’uso della pillola abortiva RU486 in day hospital, senza alcun ricovero.

«Facilitare e promuovere l’aborto fai da te», continua Gandolfini, «significa infatti allontanare le ragazze che stanno vivendo una gravidanza difficile dai consultori e dai Centri di Aiuto alla Vita, dove possono ricevere sicuramente un sostegno concreto per poter scegliere per la vita e non per la morte».

Ma il ministro Speranza su twitter si dimostra preoccupato «dell’evidenza scientifica» che, secondo il suo parere, permette appunto di prevedere «l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana». Di altre «evidenze scientifiche» non abbiamo notizia dal ministro Speranza, ad esempio quella per cui il Dna dell’embrione inizia appena dopo la fecondazione a svolgere il suo lavoro, senza interruzione di continuità, nel processo di formazione di un essere umano.

«L’aggiornamento delle linee guida viene dettato da pregiudizi ideologici», prosegue Gandolfini, «poiché́, tra le altre cose, non esiste alcun problema legato all’accesso all’interruzione di gravidanza, visto che in tutto il territorio nazionale non esiste una sola donna che non sia riuscita a portare a termine un aborto nei tempi stabiliti dalla legge. Pensare a come facilitare l’aborto in tempi in cui l’Italia raggiunge il suo minimo storico di nascite tradisce il pensiero nichilista e dello scarto che muove le decisioni di questo governo»

Ma le «evidenze scientifiche» richiamate da Speranza, sono messe in dubbio anche sul piano strettamente sanitario: «Chiediamo pertanto al ministro Speranza di dirci quali sono le evidenze scientifiche di cui ha parlato, dato che il mondo scientifico non ha mai nascosto i grandi rischi per la salute delle donne derivanti dall’uso della Ru486», conclude il leader del Family Day.


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