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La crociata contro l’Ave Maria è la nuova laicità?
NEWS 13 Aprile 2023    di Raffaella Frullone

La crociata contro l’Ave Maria è la nuova laicità?

Da un’Ave Maria in classe ad una valanga di provvedimenti, controprovvedimenti, interventi, interviste, dichiarazioni, rettifiche, articoli, comunicati, servizi televisivi. Tutti parlano della maestra di Oristano sospesa per aver recitato in classe la preghiera con cui da secoli i cattolici si rivolgono alla Regina del Cielo. Marisa Francescangeli, 58 anni è nota molto a San Vero Milis, 2494 abitanti nel campidanese. Oltre ad essere un’insegnante è la direttrice del coro parrocchiale e ai bambini ha dedicato la vita. L’episodio in questione è ormai noto, a dicembre, mentre sostituiva un collega assente, ha pensato di far intrecciare ai bambini un braccialetto, un piccolo Rosario, un lavoretto da portare a casa per le festività di Natale e contestualmente ha recitato in classe un Padre nostro e un’Ave Maria.

E’ il caso di dirlo “apriti cielo”: iniziative da ultracattolici, per dirla con il dossier di dicembre del Timone ( qui per abbonarsi). Due mamme infatti si lamentano e si rivolgono alla dirigente, c’è una riunione, la maestra si scusa, pensa che la vicenda sia chiusa lì, ma mesi dopo le viene recapitata la lettera che le comunica la sospensione dal servizio per 20 giorni e la relativa decurtazione dello stipendio, una doccia fredda. Il resto è cronaca. La Uil annuncia ricorso contro il provvedimento e contesta anche un vizio di forma all’Ufficio Scolastico provinciale, l’ufficio scolastico regionale precisa che quello di Natale era stato uno episodio e che c’erano stati dei precedenti relativi a “pratiche religiose in classe”, in Parlamento arrivano interrogazioni e infine interviene anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara che spiega di non poter revocare provvedimenti disciplinari, conferma l’avvio di una verifica sulla regolarità del procedimento  e «invita ad attendere serenamente l’esito delle verifiche, avendo fiducia nelle istituzioni».

Ma il clima, è in realtà surreale.  Le pagine social della maestra in questione vengono scandagliate alla ricerca di indizi di colpevolezza, come il post in cui stigmatizzava il bacio a Sanremo tra Fedez e Rosa Chemical, che se non viene osannato si sa, desta sospetto. Il Corriere on line nel sommario ci tiene a precisare che è una «fervente devota della madonna» (con la m minuscola) come a sottolineare che c’era della premeditazione nello scriteriato gesto della preghiera. Poi il quotidiano di via Solferino chiama in causa le sue presunte posizioni critiche sulla “sessualità liquida”, evidentemente altro grave indizio di colpevolezza e poi arriva a scrivere che la donna avrebbe sostenuto in classe «che le eruzioni vulcaniche sono un castigo di Dio per la malvagità degli uomini».

La raggiungiamo al telefono. «Chiaramente non è affatto vero che io abbia detto questa cosa sui vulcani, la respingo con forza, ma in queste ore ho letto le cose più assurde, mi è stato contestato di aver traumatizzato i bambini dicendo che il fumo uccide, ma io sono un educatore, non posso mentire. Devo dire che il fumo fa bene? Io amo i miei bambini e con loro parlo, discuto, approfondisco». E sul tema della laicità? «Intanto preciso due cose, non avrei mai pregato in classe se avessi saputo che c’erano bambini di altre confessioni o culti, ma non ce ne erano. Poi vorrei dire questo, le materie non sono dei blocchi separati tra loro, la storia è legata alla geografia, all’italiano, a tutto. La stessa linea del tempo è determinata dalla nascita di Cristo, Avanti Cristo e dopo Cristo, non va citato nemmeno questo? Devo dire che mi sarebbe piaciuto dare le mie ragioni al ministro, e magari anche far sentire i genitori, non solo i due che si sono lamentati, ai quali forse non sto così simpatica, ma anche gli altri 38, che per altro sono la maggioranza. E poi anche i bambini che sono quello a cui io tengo di più, ho avuto tantissime manifestazioni di affetto».

Non ci è dato di conoscere tutti gli aspetti di questa vicenda, e daremo conto di come evolverà. Certo fa strano ritrovarsi a leggere fiumi di parole e a scriverne altre per un’Ave Maria in classe: «Questa preghiera era parte della nostra cultura e tradizione e lo è ancora – ribadisce la Francescangeli –  io educo al rispetto e alla libertà dell’altro, ma anche alla verità e quello che mi è accaduto è un’ingiustizia». (Fonte foto: Facebook).

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