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NEWS 9 Dicembre 2021    di Giuliano Guzzo

Ladro pentito restituisce le statue del presepe

Anche se non si direbbe, non ci sono solamente  le offese ai cristiani, le censure al Natale e i presepi sfregiati o devastati. Fortunatamente, la cronaca ogni tanto regala anche altro. Storie di tenore ben diverso se non opposto, nelle quali l’incanto dell’Avvento non solo esiste e resiste, ma si spinge oltre, arrivando a convertire i cuori delle persone. Anche quelli di quanti, con il loro comportamento, si erano mostrati indifferenti o lontani dalla sensibilità cristiana.

Un esempio, a tal proposito, ci viene dalla cronaca di quella provincia tanto cara a Giovannino Guareschi, anche in questo caso non quella della Bassa bensì quella lombarda. Per la precisione, siamo in località Bolognina a Bedizzole, paese di 13.000 anime nel Bresciano. In questa località gardesana, lungo la pista ciclopedonale, alcuni volontari avevano allestito il presepe lanciando l’invito a farvi una visita.

In questa riproduzione della Natività, c’erano, come da copione, tutti gli attori principali già posizionati, eccezione fatta per il Bambinello – atteso per Natale -, e in posizione figurava anche una eloquente targhetta con la scritta: «Non portarmi via». Usiamo il passato perché, nelle scorse ore, qualcuno ha pensato bene – incurante del poc’anzi citato invito alla civiltà – di portarsi via Maria e Giuseppe. Scoperto il furto, la comunità della Bolognina è rimasta comprensibilmente amareggiata.

Ne sono quindi seguiti – sui social e pure il loco, con un breve ma eloquente scrittoVoi che avete preso la Maria e Giuseppe, riportateli…») – appelli a restituire il maltolto. Ebbene, l’esperienza suggerisce che simili appelli, purtroppo, sono destinati a cader nel vuoto, come tentativi estremi e disperati. Invece a Bedizzole è la cosa andata diversamente e, dopo nemmeno 24 ore dal loro furto, sorpresa: Maria e Giuseppe sono ricomparsi. Colui o coloro che li avevano rubati si sono evidentemente pentiti e li hanno rimessi al loro posto.

Che dire, una storia il cui lieto fine era assai improbabile, una volta tanto, è invece finita bene. Merito di quell’appello: «Voi che avete preso la Maria e Giuseppe, riportateli…»? A vedute umane, sì. Ma riesce difficile levarsi dalla testa l’impressione che, nella mente e nel cuore di chi si era reso responsabile del furto in quel piccolo presepe di provincia, possa essere scattato qualcosa di più grande d’un semplice e pur significativo pentimento. Per esempio, la volontà di fare un’azione buona e di condividere con la propria comunità la gioia del Natale.

Dopotutto – senza per forza scomodare Charles Dickens e il suo celeberrimo Canto di Natale si può rilevare come l’attesa della venuta di Gesù Cristo sia pure un appello non tanto ad aprire, bensì proprio ad allargare il cuore, facendo posto al Salvatore e alla Sua bontà, così da farla, per quanto possibile, anche nostra. Ed è indubbio come tale appello, grazie a Dio, sia rivolto a tutti, senza graduatorie né distinzioni. Anche dunque a quanti, com’è avvenuto a Bedizzole, stavano guastando una gioia salvo poi accorgersi che quello che stavano rubando non erano semplici statue, ma la possibilità stessa di partecipare, a loro volta, a quella Gioia.


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