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NEWS 18 Marzo 2022    di Redazione

Card. Müller: «Non si deve obbedire ai vescovi eretici»

L’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Gerhard Müller, sostiene l’appello del cardinale australiano George Pell che ha chiesto di intervenire e pronunciarsi sul rifiuto totale ed esplicito dell’insegnamento cattolico della Chiesa sull’etica della sessualità nei confronti del cardinale Jean-Claude Hollerich SJ del Lussemburgo, e di Mons. George Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca.

«Pell ha tutto il diritto di ricordare alla Congregazione per la Fede la sua responsabilità di assicurare, nell’autorità del Successore di Pietro, la verità della fede e l’unità della Chiesa di Cristo contro l’eresia aperta del sinodalismo tedesco», ha dichiarato Müller giovedì al Die Tagespost.

Chi volesse imporre ai fedeli, oltre alla Sacra Scrittura e alla Tradizione apostolica, altre fonti di conoscenza della rivelazione, sarebbe «allontanato dalla fede cattolica», ha sottolineato il Cardinale emerito della Curia riferendosi al documento conciliare «Dei Verbum». Il cardinale Pell, in un’intervista rilasciata a K-TV, ha esortato la Congregazione vaticana per la fede, a opporsi «al rifiuto totale ed esplicito della dottrina della Chiesa cattolica sull’etica sessuale» da parte del cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo Mons. Georg Bätzing, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK), e Mons. Georg Bätzing, per «giudicare» i due. Müller si è dichiarato solidale con l’ex Prefetto della Segreteria Economica Vaticana, secondo cui non dovrebbe esistere una specifica versione tedesca dei Dieci Comandamenti.

Müller ha dichiarato: «Non si deve obbedire ai vescovi eretici. Ogni cattolico è chiamato a testimoniare la verità nei loro confronti, anche se essi impongono il loro potere con misure violente, come i vescovi ariani e donatisti hanno perseguitato i veri cattolici». Per quanto riguarda la vicinanza dei vescovi tedeschi a papa FrancescoMüller si è detto scettico, ricordando «l’arroganza con cui hanno messo da parte la sua richiesta di primato della nuova evangelizzazione».


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