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Papa Francesco, le persone omosessuali e la lobby gay
NEWS 28 Maggio 2024    di Lorenzo Bertocchi

Papa Francesco, le persone omosessuali e la lobby gay

Dopo le parole attribuite al pontefice sulla «aria di frociaggine» nella Chiesa, la benedizione delle coppie gay e l’avversione alla lobby, molti si interrogano su cosa pensi davvero il Papa. La cosa però è più semplice di quel che sembra, proviamo a comprendere alcuni elementi.

Il vescovo di Ratisbona, monsignor Rudolf Voderholzer secondo la Catholic News Agency in lingua tedesca conferma che i membri del Dicastero per la Dottrina della Fede «non sono stati coinvolti» nella stesura del documento Fiducia supplicans, quello approvato nel dicembre scorso dal Papa per la benedizione “fast” di coppie omosessuali e irregolari. La dichiarazione del vescovo tedesco, membro del dicastero, conferma quanto già emerso nel dibattito che ha seguito la pubblicazione della Dichiarazione della Dottrina della fede, ossia che in sostanza dietro a quel testo c’è precisamente la mens e la penna dell’attuale prefetto al dicastero, il cardinale argentino Victor Manuel Fernandez.

Peraltro, nelle indiscrezioni emerse in queste ore, relative alle esternazioni del Papa in riunione con i vescovi italiani a proposito dell’accesso ai seminari di persone con radicate tendenze omosessuali, c’è anche un dettaglio che riguarda Fiducia supplicans.  Come riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Foglio, un intrepido vescovo italiano durante l’assemblea del 20 maggio, e dopo aver sentito Francesco parlare di troppa «aria di frociaggine» nella Chiesa, avrebbe appunto chiesto conto al Papa di Fiducia supplicans. «È solo una benedizione di venti secondi che non si nega a nessuno», avrebbe risposto Francesco, ribadendo una linea che in qualche modo relativizza, e alla fine minimizza, il documento che tanto ha sollevato polemiche in giro per l’orbe cattolico.

La polemica è stata talmente forte che proprio ieri è stato annunciato il libro di José Antonio Ureta e Julio Loredo, pubblicato dall’associazione Tradizione Famiglia Proprietà (TFP), che in qualche modo scaglia un violento j’accuse «su come, da diversi decenni, si sia insediata una potente lobby Lgbt all’interno della Chiesa cattolica».  Se la tesi dei due autori poteva sembrare un po’ pretestuosa, le parole attribuite ieri a Franceso sulla troppa «aria di frociaggine» nella Chiesa in qualche modo danno al libro “La diga rotta. La resa di Fiducia Supplicans alla lobby omosessuale” un interesse inatteso.

Secondo gli autori questa lobby avrebbe «saputo operare abilmente sia nel campo dell’attivismo sociale sia in quello accademico e teologico, con l’obiettivo di eliminare dalla dottrina cattolica il carattere gravemente peccaminoso che la Chiesa attribuisce agli atti omosessuali e, addirittura, di farli approvare come segni autentici dell’amore cristiano». Lo stesso Papa Francesco nel 2013 durante l’incontro con i rappresentanti della Confederazione latinoamericana e dei Caraibi dei religiosi e delle religiose (Clar) disse, come riportarono anche allora alcune indiscrezioni mai smentite, «in Vaticano esiste una ‘lobby gay‘». Cosa che in qualche modo sostenne, ritenendo di averla smantellata, nel 2016 anche l’allora papa emerito Benedetto XVI nel suo libro intervista con il biografo Peter Sewald Ultime conversazioni.

Papa Francesco ritenuto come il papa liberal, aperto, pronto a smussare tutti gli spigoli della dottrina, forse sul tema specifico sarebbe da reinterpretare rispetto alla vulgata del mondo «progressista». Prendendo semplicemente le sue famose parole pronunciate sull’aereo di ritorno dalla Gmg di Rio nel 2013: «Credo che quando uno si trova con una persona così [omosessuale, ndr], deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby, perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?». Nelle pieghe di questa frase, stiracchiata anche per condurre il Papa fino sulla copertina di Vanity fair, c’è la linea di papa Bergoglio sulle persone omosessuali (vedere anche Catechismo Chiesa Cattolica n°2357). Che è quella linea che, tra l’altro, dice no alle persone omosessuali con «tendenze radicate» e che «sostengono la cosiddetta cultura gay» all’interno dei seminari (Fonte foto: Imagoeconomica)

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