giovedì 26 novembre 2020
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NEWS 19 luglio 2020    di Lorenzo Bertocchi
Al Comune di Parigi si festeggiano i gatti al posto dell’Assunta

Gli americani sono un po’ grossier. A quelle latitudini buttano giù statue di santi ed eroi, anche decapitando Gesù Buon Pastore come è accaduto in una parrocchia di Miami. In Francia, invece, è tutta un’altra storia, con la nota finesse si preferisce dar fuoco alle cattedrali medioevali assicurandosi così maestose scenografie gotiche.

La classe non è acqua, quindi i cristianofobici d’oltralpe potrebbero appunto scegliere di dare fuoco alle cattedrali. Dopo Notre Dame a Parigi, famoso incendio dell’aprile 2019 la cui origine non è mai stata chiarita con certezza, ecco ieri le fiamme divampare nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo di Nantes. L’ipotesi più probabile, al momento in cui scriviamo, è che l’incendio di ieri sia doloso visto che sono stati trovati 3 inneschi in tre punti differenti della cattedrale, uno al livello del grande organo (andato distrutto).

Comunque con grande finesse, dicevamo, in Francia dal 2017 si registrano circa 1.000 chiese vandalizzate in vario modo (dati del Ministero dell’Interno francese). La moda è questa bisogna prenderne atto, e della retorica sulla fine di una civiltà, quella occidentale, se ne sente anche troppa e da troppo tempo. L’Occidente non esiste più, o meglio l’unico Occidente che esiste oggi, se così si può dire, è quello del modello di sviluppo economico e sociale di stampo liberale, quello in cui l’unico assoluto è la libertà di essere liberi. Un cane che si morde la coda.

E, infatti, si festeggiano i gatti. Il sito del comune di Parigi, dove è appena stata rieletta sindaco la socialista del partito dei verdi Anne Hidalgo, nel calendario delle aperture e chiusure estive, riporta che il 15 agosto i funzionari municipali non saranno al lavoro perché c’è la “fête des chats”, la festa dei gatti. Così scrive il sito web Fdsouche.com. Della festa dell’Assunta non c’è traccia; a dire il vero ci aveva già pensato Napoleone a farla fuori, sostituendola con una festa dal sapore un tantino autoreferenziale dedicata a tale Saint Napoleon.

Adesso però sembra arrivato il turno dei gatti, almeno per il comune di Parigi. Di fronte a questo le pensose analisi sulle recise radici dell’Occidente fanno la figura del topolino in fuga. Una mandria di gatti ci seppellirà o ci ha già seppellito, a meno che il cane che si morde la coda non la smetta di girare su se stesso e ricominci a fare il suo mestiere.


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