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NEWS 13 Dicembre 2021    di Federica Di Vito

Perfino Elon Musk ci mette in guardia: «se le persone non fanno più figli, la civiltà crollerà»

«Credo che uno dei maggiori rischi per la civiltà sia il basso tasso di natalità e il tasso di natalità in rapido declino», queste le dichiarazioni di Elon Musk, CEO di Tesla e fondatore di SpaceX al The Wall Street Journal’s Annual CEO Council. «Eppure, così tante persone, anche le più intelligenti, pensano che ci siano troppe persone nel mondo e che la popolazione stia crescendo senza controllo. È completamente l’opposto. Per favore, guardate i numeri: se le persone non fanno più figli, la civiltà crollerà, segnatevi le mie parole», ha continuato Musk.

Musk approfondisce la questione anche sul New York Post parlando di come il suo Tesla Bot potrebbe risolvere i problemi di richiesta di personale sul mercato del lavoro. «Sostituto generalizzato del lavoro umano nel tempo», così lo ha definito. Progressivamente il suo robot umanoide potrebbe prendere il posto dell’uomo se l’offerta umana sarà insufficiente.

Le statistiche confermano quanto detto: il tasso di aumento della popolazione mondiale è complessivamente in calo dal 1970, quando era del 2,06 percento all’anno, ora sceso all’attuale tasso dell’1,05 percento all’anno.

Anche i dati relativi al nostro Paese parlano chiaro, lo afferma l’Istat con il “Censimento della popolazione e dinamica demografica – anno 2020”. Per essere più precisi, al 31 dicembre 2020, data di riferimento della terza edizione del Censimento permanente, la popolazione in Italia conta 59.236.213 residenti, in calo dello 0,7% rispetto al 2019 (-405.275 individui). Si stima che nel 2030 in Italia saremo 58 milioni. Il 2020, complice anche la pandemia, è stato l’anno che ha registrato il record minimo delle nascite. Il nuovo record minimo delle nascite (405 mila) e l’elevato numero di decessi (740 mila) hanno aggravato il panorama già negativo del nostro Paese. L’anno 2020 è secondo solo al 1918, l’epoca dell’epidemia spagnola, per il saldo negativo nati/morti. Il deficit di “sostituzione naturale” tra nati e morti nel 2020 raggiunge in Italia -335 mila unità.

Di fronte a tutti questi dati ci sarebbe una domanda coraggiosa da porsi: i figli sono una ricchezza dimenticata? Chissà se Musk se la sia posta per primo o se il suo ragionamento abbia qualcosa a che fare con il sostegno alla vita.

Qualcuno sicuramente ci aveva già pensato circa cinquant’anni fa. L’enciclica Humanae vitae di Paolo VI nel 1968 apre gli occhi su questioni decisamente controcorrente, soprattutto per quegli anni. L’apertura alla vita, la fecondità come risposta alla vocazione sponsale e anche come soluzione alla denatalità.

“Il problema della natalità, come ogni altro problema riguardante la vita umana, va considerato, al di là delle prospettive parziali – siano di ordine biologico o psicologico, demografico o sociologico – nella luce di una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione, non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna. E poiché, nel tentativo di giustificare i metodi artificiali di controllo delle nascite, da molti si è fatto appello alle esigenze, sia dell’amore coniugale, sia di una paternità responsabile, conviene chiarire e precisare accuratamente la vera concezione di queste due grandi realtà della vita matrimoniale.”

Humanae vitae ripeterà che la soluzione del problema demografico si trova in una “provvida politica familiare, di una saggia educazione dei popoli, rispettosa della legge morale e della libertà dei cittadini”. Nulla viene perso in una visione integrale dell’uomo. Terreno ed eterno non sembrano poi così distanti. L’economia e il Regno dei Cieli possono rispondere entrambi alla volontà di Dio.

Se guardiamo al lato più concreto della questione dobbiamo tenere a mente questo ragionamento: il drastico calo delle nascite per un sistema economico significa far crescer i costi fissi e le tasse e i debiti per finanziare i consumi. Conseguentemente vengono meno le risorse per creare posti di lavoro. Senza crescita della popolazione crolla uno sviluppo economico duraturo e mancano risorse per mantenere gli anziani. Di fronte agli aspetti pratici ci convinceremo forse che fare figli ci conviene. Ma funzionerà?

Anche se si creassero le condizioni per agevolare le nascite, fare figli per un mero sviluppo economico potrà rappresentare una soluzione efficace? Nessuno ci garantisce che ci si dirigerà verso altre soluzioni, quelle che in fin dei conti ci invitano a “sbarazzarci” della parte più debole della popolazione. Sì, è vero, eterno e terreno non sembrano poi così distanti, bisogna però cambiare gli occhi con cui osserviamo la realtà per imparare a volgerli al Cielo.

Sarà necessario ripensare alla natalità come a una ricchezza. Credo proprio che Paolo VI volesse porre l’accento su quanto fosse necessario rieducare l’uomo al senso profondo che lo spinge mettere al mondo un figlio. E, segnati anche queste di parole, Musk, non c’è robot che tenga di fronte a questo.


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