giovedì 24 settembre 2020
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NEWS 26 giugno 2020    di Giuliano Guzzo
Richy Martin paragona il ventre della Vergine all’utero in affitto

Secondo Ricky Martin, la Madonna è testimonial ante litteram dell’utero in affitto. L’accostamento – sconvolgente e blasfemo – è stato fatto dal cantante portoricano in occasione di un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El País lo scorso 21 giugno. Più precisamente, interpellato sul fatto se si sentisse offeso dal sentire l’espressione «madre surrogata», questa è stata la sua risposta: «Io non ho affittato un utero, me lo hanno offerto, molte volte, e porto su un piedistallo queste donne che mi hanno aiutato a creare la mia famiglia. Allo stesso modo in cui porto su un piedistallo la Vergine Maria, che ha offerto il suo ventre perché Gesù venisse al mondo».

Ora, diciamo subito che la farneticante uscita della star – che all’utero in affitto ha fatto ricorso anni addietro, con i «suoi» gemelli, Matteo e Valentino, nati nel 2008 – non rappresenta una novità. Sono infatti anni che un certo mondo arcobaleno tenta, arrampicandosi sugli specchi della logica prima ancora che della teologia, di chiamare in causa la Vergine Maria per legittimare un crimine dai riflessi schiavistici come la maternità surrogata.

Tuttavia, alle dichiarazioni di Ricky Martin, il quale gode di un immenso seguito nel mondo portoricano e non solo, ha pensato bene di rispondere un sacerdote: monsignor Leonardo J. Rodriguez Jimenes, parroco di María Madre de Misericordia nell’arcidiocesi di San Juan (Porto Rico). Monsignor Rodriguez ha condiviso la sua replica al cantante su Facebook, in un lungo post dove evidenzia l’assurdità del paragone tra la Madonna e le donne che, dietro compensi spesso assai generosi, mercificano il loro grembo di gestanti.

Un paragone che, secondo il sacerdote, è «tremendo» e utile solo per cercare un pretesto «teologico per sostenere l’utero in affitto e tranquillizzarsi la coscienza». Anche perché, ha incalzato padre Rodriguez, «Maria non ha prestato a Dio il suo corpo o il suo grembo. Anzitutto perché il corpo è un dono di Dio, e quindi non è nostro proprio come di nostra proprietà non è l’anima, e in secondo luogo perché non possiamo separare anima, spirito e corpo».

Chiarite queste premesse, il sacerdote, come in una pacata ma decisa lezione di catechismo a Ricky Martin, ha sottolineato che «Maria non ha noleggiato il suo utero a Dio: si è consegnata anima e corpo e Lui, con le celebri parole: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”». Tutto questo, ha aggiunto padre Rodriguez, non per soddisfare “una” volontà divina ma per «compiere la volontà salvifica del Signore. C’è insomma una abissale differenza tra il comportamento di Maria e quello che il signor Martin tenta di legittimare».

In effetti, non servono raffinati teologi per capire che il cantante portoricano l’ha sparata proprio grossa. Di qui, ora, un dubbio: le parole del prete della parrocchia di María Madre de Misericordia faranno breccia nella mente – e magari anche nel cuore – di Martin? Le vie del Signore sono infinite, si sa, per cui mai dire mai. Tuttavia, è dura che ciò accada; anche perché, nel frattempo, l’artista Jwan Yosef, il partner gay di Martin, ha scatenato nuove polemiche pubblicando sul suo account Instagram un disegno pornografico, raffigurante in buona sostanza un prete mentre si masturba.

Ecco, se questo è l’ambientino «familiare» del cantante portoricano non è esattamente semplice che le pur cristalline parole di padre Rodriguez possano sortire chissà quali effetti illuminanti. Però esse rappresentano comunque un tentativo di riportare sulla retta via una pecora smarrita e questa, dopotutto, è la missione cui ciascun pastore è instancabilmente chiamato; a prescindere da quanto celebre o smarrita sia la pecora in questione.


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