Martedì 03 Marzo 2026

Roma, furia ideologica contro lo sportello antiviolenza per uomini

L’iniziativa sta scatenando il pandemonio. Solo perché demolisce i dogmi femministi

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Prima di commentare una vicenda, ogni vicenda, è buona abitudine partire dai fatti. Che in estrema sintesi sono questi: nel Municipio VI di Roma - che include la periferia di Tor Bella Monaca – è da poco decollato un progetto pilota: quello di uno sportello antiviolenza dedicato agli uomini, ospitato negli spazi del Centro commerciale Roma Est, accanto agli uffici municipali. L'iniziativa, avviata il 1° luglio, quindi da appena qualche giorno, è stata voluta dal presidente del Municipio, Nicola Franco di Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di supportare uomini vittime di abusi domestici o violenza di genere e rispondere a una richiesta crescente di aiuto in questo ambito. Lo sportello, completamente gratuito, si propone di offrire essenzialmente tre servizi: quello di accoglienza psicologica ed ascolto da parte di assistenti e psicologi; quello di tutela legale gratuita, grazie a una rete di avvocati solidali; quello di un lavoro di rete, con tavoli di confronto con centri antiviolenza, analoghi a quelli dedicati alle donne. Chiara Elisabetta Del Guerra, assessore alle Pari Opportunità del Municipio, ha presentato l’iniziativa spiegando che «aiutare gli uomini non esclude, né toglie nulla al sostegno verso le donne, che resta prioritario». Fin qui i fatti o, per meglio dire, la presentazione del nuovo progetto. Passiamo ora alle polemiche, che non sono poche. Secondo, infatti, l’assessore comunale Monica Lucarelli del Partito Democratico questa iniziativa sarebbe non solo ideologica, ma perfino «pericolosa». Anche altri esponenti dem e del del centrosinistra come la senatrice Cecilia D’Elia – vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio - e la deputata Michela Di Biase hanno attaccato l’iniziativa, alla cui base vi sarebbe «una lettura mistificante e misogina della violenza di genere», in un contesto dove «ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo». Parole di condanna anche da Differenza Donna, secondo cui l’apertura del nuovo sportello sarebbe «delegittimare la battaglia delle donne contro la violenza nei confronti delle donne». Pare dunque evidente che le parole di chiarimento di Chiara Elisabetta Del Guerra, ecco, non siano state ascoltate. Così come pare evidente dai critici di questo sportello come essi non siano a conoscenza – o fingano di non esserlo – di un fatto: la violenza contro gli uomini esiste. Di più: è documentata ed è in aumento. E a segnalarlo, anche se le esponenti politiche progressiste sorvolano al riguardo, sono soprattutto donne. Come Patrizia Montalenti, fondatrice di Ankyra (attiva su questo dal 2013), secondo cui le richieste di aiuto maschili sono in crescita soprattutto per un coraggio nel denunciare fino a ieri inimmaginabile; tuttavia, «la vergogna è più forte negli uomini» Donna è anche Alessandra Dal Monte che nel 2015 firmava un articolo per il Corriere della Sera raccontando il caso di un ragazzo di 35 anni della provincia di Bologna, il quale, dopo aver subito per ben quattro anni percosse sistematiche ed abusi da parte del proprio compagno, aveva deciso di non tacere più; il fatto è che purtroppo non era stato preso sul serio non solo dalle forze dell’ordine, ma neppure dal centro antiviolenza: «Il centro antiviolenza a cui mi sono rivolto ha deciso solo dopo una riunione straordinaria di accettare il mio caso: ho dovuto chiamare decine di volte. Poi abbiamo iniziato il percorso, ma con un grande imbarazzo. Ero il primo uomo che vedevano». Ancora, donne sono anche le studiose che fanno ricerche scientifiche su questo tema. A firmare per esempio una recente panoramica sulla letteratura sulla rivista Trauma, violence, & abuse sono state ben sette ricercatrici - Kelly Scott-Storey, Sue O'Donnell, Marilyn Ford-Gilboe, Colleen Varcoe, Nadine Wathen, Jeannie Malcolm e Charlene Vincent – le quali hanno ricordato l’esistenza anche della violenza sessuale a danno di uomini i quali, sia relazioni etero che omo, «hanno riferito di essere stati costretti o costretti dai loro partner a impegnarsi in atti e/o attività sessuali indesiderate o in rapporti sessuali non protetti attraverso il ricorso a minacce, manipolazione, pressioni e false promesse». Nel mio libro, edito da Il TimoneMaschio bianco etero & cattolico – L’uomo colpevole di tutto -, ho esaminato ulteriori aspetti della violenza contro gli uomini; e per non annoiare il lettore mi permetto di rinviare a questo testo. Concludo pertanto semplicemente registrando come aprire uno sportello antiviolenza dedicato agli uomini non solo non toglie nulla alle donne, ma serve a far capire come il problema della violenza nelle relazioni sia…la violenza. Che, contrariamente a quanto afferma una narrazione femminista questa sì ideologica e «pericolosa», è sempre ingiusticabile. E deve quindi essere sempre condannata, senza santificare un sesso e stigmatizzare l’altro. Finché non faremo questo salto culturale, continueremo a vedere solo una parte del fenomeno. Perdendo tempo prezioso nel provare ad arginarlo. (Foto: Pexels.com) ABBONATI ORA ALLA RIVISTA!

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