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NEWS 21 luglio 2021    di Lorenzo Bertocchi

Si dimette il segretario dei vescovi Usa, beccato sulla app Grindr

«Lunedì siamo venuti a conoscenza di imminenti resoconti dei media su possibili comportamenti scorretti di monsignor Burrill», si legge nella nota del 20 luglio dell’arcivescovo Josè Gomez, presidente dei vescovi Usa. Così sono state annunciate le dimissioni del Segretario generale della conferenza episcopale a stelle e strisce, monsignor Jeffrey Burrill.

«Ciò che è stato condiviso con noi», continua Gomez, «non includeva accuse di cattiva condotta con minori. Tuttavia, per evitare di diventare una distrazione per le operazioni e i lavori in corso della Conferenza, Monsignore si è dimesso con effetto immediato». La nota del capo dei vescovi americani è arrivata dopo che il sito web The Pillar aveva appunto contattato la conferenza episcopale in merito a prove raccolte su una possibile condotta sessuale del monsignore non compatibile con il suo stato di sacerdote.

 

Il Segretario Burril (nella foto sopra con i vertici della chiesa americana e Papa Francesco nel 2018, Burril è il primo da destra) è stato eletto alla carica nel novembre 2020. Prete della diocesi di La Crosse in Wisconsin, ha iniziato a lavorare per la conferenza episcopale nel 2016 come segretario associato e in tale veste è stato incaricato per aiutare a coordinare una risposta dei vescovi Usa allo scandalo di abusi sessuali emerso in particolare dal 2018 con le rivelazioni associate alla figura dell’ex cardinale e sacerdote Theodore McCarrick.

L’INCHIESTA E LE ACCUSE

Secondo The Pillar, che appunto ha condiviso con la conferenza episcopale il materiale, il monsignore avrebbe frequentato bar gay e residenze private con l’ausilio di una popolare app per incontri gay, Grindr, sul suo smartphone. L’’inchiesta sarebbe basata su di «un’analisi dei segnali dei dati delle app correlati al dispositivo mobile di Burrill», scrive The Pillar. E il Washington post dice al proposito della notizia che «alcuni esperti di privacy hanno affermato di non poter ricordare altri casi in cui i dati del telefono sono stati resi anonimi e segnalati pubblicamente, ma che non è illegale».

L’inchiesta mostra che monsignor Burrill ha utilizzato l’app Grindr quasi quotidianamente durante vari mesi del 2018, 2019 e 2020. Secondo il report di The Pillar l’app emetteva segnali di dati basati sulla posizione anche dal suo ufficio nella sede della conferenza episcopale, la sua residenza di proprietà della stessa conferenza e anche durante riunioni ed eventi organizzati dai vescovi in altre città.

«Il 20 giugno 2018, il giorno in cui le rivelazioni di McCarrick sono diventate pubbliche», scrive The Pillar, «il dispositivo mobile correlato a Burrill ha emesso segnali dell’app di collegamento presso la residenza del personale della USCCB e da una strada in un quartiere residenziale di Washington. Ha viaggiato a Las Vegas poco dopo, come mostrano i dati. Il 22 giugno, il dispositivo mobile correlato a Burrill ha emesso segnali da Entourage, che si autodefinisce “la spiaggia gay” di Las Vegas».

L’app Grindr, come altre app di collegamento simili, utilizzano i dati sulla posizione del dispositivo mobile per consentire agli utenti di visualizzare un elenco di altri utenti dell’app nelle vicinanze, per chattare e scambiare immagini all’interno dell’app o per organizzare un incontro.

Secondo The Pillar «non ci sono prove che suggeriscano che Burrill fosse in contatto con minori attraverso il suo uso di Grindr. Ma qualsiasi uso dell’app da parte del sacerdote potrebbe essere visto come un conflitto con il suo ruolo nello sviluppo e nella supervisione delle politiche nazionali di protezione dell’infanzia, poiché i vescovi hanno chiesto negli ultimi mesi di dare maggiore enfasi alla responsabilità tecnologica nelle politiche della Chiesa».

Se lo scandalo legato all’ex cardinale e sacerdote Theodore McCarrick ha sollevato molti dubbi su come l’ex porporato avesse potuto raggiungere una tale posizione di potere nella chiesa, nonostante la condotta sessualmente predatoria nei confronti di giovani seminaristi e minori, il caso Burril secondo queste accuse rinnova le perplessità. Come è possibile che a questi livelli di potere ecclesiale arrivino sacerdoti con condotte sessuali in contrasto con la loro condizione di preti? Esiste allora una rete di protezione fra religiosi in posizione di autorità che si cooptano e si coprono a vicenda? Oportet ut scandala eveniant, come dice il Vangelo è davvero necessario che avvengano gli scandali.


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