nazionale
I protagonisti del conclave: il cardinale Lazarus You Heung-sik
Sudcoreano, 73 anni, si tratta dell’attuale prefetto del Dicastero del Clero. Presentiamo oggi il cardinale Heung-sik
30 Aprile 2025 - 12:15
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Arriva dalla Corea del Sud il cardinale Lazarus You Heung-sik, l’odierno prefetto del Dicastero del Clero a Roma che ha alle spalle più di quindici anni di episcopato nel suo Paese. Nato in Corea del Sud nel 1951, precisamente a Nonsan, è l’ultimo di quattro figli ed è cresciuto senza il padre, morto durante la Guerra di Corea quando lui era solo un bambino. Da adolescente è stato il primo della sua famiglia a convertirsi al cattolicesimo ricevendo il Battesimo all’età di sedici anni. È qui che sceglie il nome di “Lazzaro”. A tal proposito racconterà nel 2023 all’Osservatore Romano: «Io sono Lazzaro, il povero don Lazzaro, povero perché anch’io come Lazzaro, l’amico di Gesù, sono un risuscitato, un graziato». Inizialmente fu attratto dalla fede dai martiri coreani, in particolare da sant’Andrea Kim. La “Grazia” che lui descrive è stata quella di essersi ritrovato iscritto a una scuola cattolica, «semplicemente perché le scuole cattoliche erano tra le migliori». Alla fine ha portato nella Chiesa anche sua madre, sua sorella e i suoi fratelli. «Quando gli altri vedono la nostra gioia come cristiani, ne vengono contaminati», ha detto il Cardinale recentemente. Saranno poi le suore a suscitare in lui l’idea del seminario: «Loro videro la mia vocazione prima che la scoprissi io». Così, nonostante la famiglia lo abbia ostacolato nella scelta di intraprendere un percorso vocazionale, all’età di 18 anni inizia a studiare all’Università Cattolica di Seoul prima di andare a Roma e conseguire una laurea in teologia dogmatica alla Pontificia Università Lateranense. Negli anni dell’università, come tutti i giovani sudcoreani, dovrà trascorrere due anni sotto le armi pattugliando il 38° parallelo nord. Esperienza che non lo distoglierà dall’obiettivo principale di diventare sacerdote. Indica poi un altro momento fondamentale per la sua vocazione, quello che lui descrive come il suo «incontro con la Parola». A Roma conobbe un sacerdote focolarino che lo introdusse a un modo nuovo di vivere la Parola: incarnata nella quotidianità della vita. «Questo per me fu un incontro vero con Gesù. E cambiò radicalmente la mia vita. Perché vivere da cristiano non è altro che vivere il Vangelo». Nel 1979, a 28 anni, viene ordinato sacerdote nella diocesi di Daejeon. Quando poi ha diretto il seminario di Daejeon dal 1998 al 2003 ha messo in atto quello che per lui è il paradigma del buon prete, con la Parola e la vita comunitaria al centro. «Se la Parola non è posta al centro prevale la cultura, si rimane assorbiti dalle culture di riferimento. E poi la preghiera. Il prete che non prega costantemente finisce con l’inaridirsi. Si diventa impiegati del religioso». Consiglia ai futuri sacerdoti e ai presbiteri di ricercare sempre una “vita in comune”: «Un sacerdote che vive in solitudine, o anela alla solitudine, non è ben formato. […] Il presbitero deve avere buone e intense frequentazioni con i laici, con le famiglie. Per non perdere la dimensione del reale». Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di Daejeon nel 2003. È stato poi nominato membro del Pontificio Consiglio Cor Unum da Papa Benedetto XVI nel 2007. All’interno della Conferenza dei vescovi coreani You Heung-sik è stato nominato per guidare i comitati sui martiri, la gioventù e la migrazione. È stato anche capo di Caritas Corea dal 2004 al 2008, e in questo ruolo si è recato ben quattro volte nella capitale nordcoreana Pyongyang «tenendo ben presente nel cuore la preghiera e la speranza della pace e della riconciliazione nella penisola coreana». Nel 2014 ha invitato papa Francesco a visitare la Corea del Sud in vista della Giornata mondiale della gioventù asiatica e da allora ha avuto diverse udienze con il Papa anche negli anni successivi, partecipando al Sinodo vaticano sulla gioventù del 2018. Il 14 ottobre 2020 è stato scelto come segretario della Conferenza dei vescovi asiatici e nel 2021 Papa Francesco lo ha nominato Prefetto della Congregazione per il Clero, in sostituzione al cardinale Beniamino Stella. Il 27 agosto 2022 è divenuto cardinale. In sintesi, possiamo dire che le dichiarazioni e le azioni del cardinale sudcoreano riflettono la sua attenzione verso la formazione dei sacerdoti nell’affrontare l’isolamento all’interno del clero impegnandosi in un processo sinodale e sostenendo una maggiore partecipazione dei laici. Sebbene poi abbia dimostrato di essere un forte difensore del celibato sacerdotale, le sue opinioni su controversie che riguardano per esempio Fiducia Supplicans o Traditionis Custodes sono perlopiù sconosciute. Potremmo dire che le sue posizioni sui temi cruciali della Chiesa sono in continuità con quelle di papa Francesco, in particolare nell’ambito dell’insegnamento morale della Chiesa. Per esempio, sostiene che la questione della comunione ai divorziati risposati vada letta «secondo l’unico valore assoluto che è l’amore». (Foto: Imagoeconomica)










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