Meglio informarsi, prima di lanciarsi in titoloni altisonanti. Una raccomandazione che certa stampa sembra scartare un po' a priori, soprattutto quando si tratta di dare addosso a chi difende la vita e le donne che si trovano a vivere una gravidanza difficile. La Stanza dell'Ascolto al sant'Anna di Torino non viola la legge 194, né è stata bocciata dal TAR perché di ostacolo al diritto di abortire. Ne avevamo già parlato su queste pagine.
Ecco cosa è successo in realtà e cosa si evince in sintesi dalla sentenza (se la si leggesse, e senza partire con le solite reazioni automatiche a cui ci hanno abituato): «È stata semplicemente sospesa per un’irregolarità nella convenzione con il Sant’Anna». Proprio per regolarizzare la convezione e riprendere con le attività di volontariato nello spazio ad esse dedicato, si è tenuta ieri una importante riunione a cui è seguita la dichiarazione di Claudio Larocca, Presidente Cav-Mpv Rivoli e Federvipa, la Federazione regionale dei Movimenti per la Vita, dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza aderenti al MPV in Piemonte e Valle d'Aosta.
Così dunque si è espresso al termine dell'incontro il presidente: «Il TAR ha affermato la piena legittimità del nostro volontariato anche in una struttura ospedaliera e chi dice il contrario mente o non ha letto la sentenza. Dunque siamo pronti a recepire in una nuova convenzione i contenuti indicati come obbligatori dal TAR, per tornare al più presto ad aiutare le donne ad essere più libere e meno sole nell'accogliere il proprio figlio e nel vivere una gravidanza difficile, l'unica cosa che ora ci interessa davvero».
L'incontro al quale ha preso parte anche Claudio Larocca, ha visto la partecipazione dell'assessore regionale alla Famiglia Maurizio Marrone, insieme al collega alla Sanità Federico Riboldi, al Direttore della Sanità della Regione Piemonte, Anotnio Sottile, al Commissario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute di Torino Thomas Schael, al Direttore Sanitario dell'Ospedale Sant'Anna Umberto Fiandra. Lo stop imposto dalla sentenza sarà dunque impiegato per «predisporre un testo che recepisca appieno i contenuti indicati come obbligatori dal TAR Piemonte, per riaprire così la Stanza all’ospedale Sant’Anna», riporta Torinooggi.
Ciò che si sta giocando in questa battaglia, avviene ancora una volta sulle piccole teste di tanti nascituri, a difesa del loro diritto alla vita e a quello delle donne di poter decidere davvero. Non si è ancora capito infatti come mai l'unica choice ritenuta all'altezza del diritto delle donne sia quella di abortire. L'assessore regionale alla Famiglia ha raccontato attraverso i numeri dell'attività di volontariato finora svolta e i fondi a tutt'oggi messi a disposizione quanto si può ancora incidere: parlando del Fondo Vita Nascente 2024 ha dichiarato che «i risultati di Vita Nascente crescono, si consolidano e dimostrano che le battaglie legali delle sinistre non intaccano fortunatamente il grande impegno del volontariato a sostegno della vita». I finanziamenti regionali destinati all'iniziativa sono passati dai 460 mila euro del 2023 a 1 milione e sono state accolte e ascoltate 800 donne, realizzando per 618 di loro percorsi individualizzati di accompagnamento.
Non è abbastanza? Di sicuro è un'iniziativa che va nella direzione giusta e lo dichiara in via immaginiamo preterintenzionale la stessa consigliera PD Nadia Conticelli quando si chiede scandalizzata:«Come possono crescere i figli le donne con un pacco di pannolini o un bonus economico una tantum?». Ah, quindi concorda con chi si schiera a difesa delle donne che vogliono accogliere i loro figli e sostiene che sarebbe bello offrire loro un aiuto più consistente, giusto? Non è pensabile che creda più logico e moralmente sostenibile ucciderli durante la loro vita intrauterina. O si? (la domanda è tragicamente retorica).
Non le viene il sospetto, cara consigliera, che già l'ascolto e l'accoglienza siano un beneficio tanto grande da permettere alle donne che si ritrovano sole, oggetto di pressione da parte di altri e spaventate di dare seguito al desiderio di accogliere loro figlio e che il problema non sia sempre e solo economico? P.s. da mandare bene a memoria: l'aiuto economico, che comunque non è la sola risorsa messa in campo, copre tutti i costi che si generano alla nascita di un bambino. Pannolini, certo, ma anche latte in polvere (chi non ricorda i costi da gioielleria di questo bene tanto prezioso quando manca quello materno o è necessaria una formulazione speciale?), carrozzine, seggiolini auto, vestitini, lettini, marsupi, omogeneizzati per lo svezzamento, aiuti alimentari per la famiglia che ha accolto il bambino.
Sono previsti aiuti anche sotto forma di rimborso per visite mediche o addirittura corsi di formazione per la mamma che lavora, basta verificare le disposizioni del bando legate al Fondo Vita Nascente. Signora consigliera, li faccia un po' meglio i conti la prossima volta e in ogni caso grazie dell'assist: ha ragione, più fondi ci sono per la famiglia e i nuovi nati, meglio sarà per tutti, persino per lei. (Foto: Pexels.com/Larocca)
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