Venerdì 03 Aprile 2026

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Non sparate su don Ravagnani: chiedetevi di chi siete follower

Perché il problema non è la sua scelta, ma la nostra

Non sparate su don Ravagnani: chiedetevi di chi siete follower

Don Alberto Ravagnani - screen shot PoretCast - canale Youtube

«Carissimi, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all'arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di vicario parrocchiale e di collaboratore della pastorale giovanile diocesana».

Con queste parole, in un comunicato firmato dal vescovo Franco Agnesi, vicario generale dell’arcidiocesi ambrosiana, i fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso hanno appreso la decisione di don Alberto Ravagnani di lasciare il sacerdozio.

Il prete “influencer” per antonomasia, attivissimo sui social e ultimamente anche in palestra, abbandona per motivi che lui stesso definisce ponderati e maturati nel tempo. Lascia però un po’ perplessi il timing scelto, visto che sta per uscire un suo libro emblematicamente intitolato La scelta, in cui renderà edotte tutte le sue migliaia di follower di questa decisione. Di certo questo tempismo favorirà le vendite del libro, bene per lui.

Ad ascoltare le parole di (don) Rava consegnate al podcast di Giacomo Poretti, PoretCast, si apprende che alla base di questa “scelta” ci sarebbe una crisi che ha toccato vari ambiti: la sessualità, il celibato, la dottrina, la gestione del potere nella Chiesa e la fatica nel vivere le relazioni. La sua scelta è presentata come un cammino verso una libertà più autentica, intesa come la capacità di essere se stessi fino in fondo. Ad onor del vero nulla di particolarmente originale, da un influencer creativo e allenato come lui, francamente ci si aspettava qualcosa di più. Un finale da film un po’ noioso e, diciamolo, quasi scontato.

Si potrebbe dire però, parafrasando un vecchio adagio, che non è giusto sparare sul povero pianista. All’influencer si augura sinceramente di trovare pace, alla Chiesa, invece, di recuperare un po’ di coraggio e ammettere che non è di influencer che ha bisogno, ma di preti fatti e finiti. Invece, a volte sembra che la Chiesa stessa rincorra disperatamente il mondo, dimenticandosi quello che dice Gesù: «Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia».

Allora non sparate su don Alberto Ravagnani, se siete credenti domandatevi di chi volete essere follower.

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