Venerdì 03 Aprile 2026

TRIDUO PASQUALE

Venerdì Santo, il silenzio della Verità

Nel Calvario si rivela ciò che conta davvero: ascoltare, lasciarsi precedere e riconoscere una voce che non nasce da noi. Da quel grido – “Ho sete” – nasce una promessa: una speranza che non si consuma e che disseta la vita dell’uomo.

Venerdì Santo, il silenzio della Verità

Il silenzio che avvolge la Chiesa mentre rimangono sospese le parole che descrivono la morte di Gesù è molto più che una tradizione, molto più che una suggestiva abitudine dettata dalla liturgia. Siamo immersi in questo silenzio. Abbiamo bisogno di questo silenzio: il rumore della vita disordinata, il continuo rincorrersi delle voci e delle parole e il frastuono delle rivendicazioni vogliono strapparci al silenzio che accoglie il dono della vita di Gesù. Meditiamo, dunque, le parole che generano questo silenzio: lasciamoci abitare dalla loro forza e dalla loro grazia per scoprire quale speranza nasce dal dono della vita, dell’amore.

 

«Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Il silenzio è una preziosa opportunità per ascoltare, arte difficile e desueta. Nel silenzio le parole risaltano, si incidono, si scolpiscono. Tuttavia, non è sufficiente che un suono raggiunga la coscienza. Gesù nel Suo dialogo con Pilato afferma con chiarezza che l’elemento decisivo per ascoltare la Sua voce è la Verità. Se l’ascolto è arte rara, più ancora lo è la Verità. La Verità è molto più che un’opinione o una convinzione. La Verità è assai più che un punto di accordo e di sintonia. Essere dalla Verità significa accettare che qualcuno ci precede, ci plasma, ci parla e ci educa. La sete della Verità che è nel nostro cuore è la ragione della ricerca incessante che smuove le nostre coscienze. Mentre il silenzio avvolge la nostra vita, possiamo scorgere la Parola che ci annuncia la Verità: Cristo sulla croce! È questo ciò che vogliamo ascoltare e che possiamo accogliere in noi! È questa la Parola della Verità che apre il nostro cuore a una speranza che non si consuma.

 

«Ho sete». Le parole che ascoltiamo da Gesù durante la Sua Passione sono molte. Nessuna è priva di significato, di spessore. Mi fermo con particolare attenzione su questo grido: lo abbiamo ascoltato durante la Quaresima. La donna che ne ha colto il riverbero si è lasciata convertire dalla promessa di una vita che ora, sulla croce, sembra consumarsi e spegnersi. La sete di Dio è molto più che un semplice bisogno del corpo, molto più che una comunione nella povertà dei diseredati, molto più che una rivendicazione: è una promessa. È la promessa di non placare mai il bisogno di salvare la vita a chi lo ascolta, lo accoglie e lo accetta. Nella sete di Cristo c’è la promessa di un legame che non si spezza, neppure nella spirale della violenza. Ascoltare il grido della sete di Cristo significa plasmare la nostra vita sull’Acqua viva che sgorga dal suo seno e che diventa sacramento nell’Eucarestia. La Sua sete è la nostra salvezza!

 

Nel silenzio del Calvario, nel silenzio di questa Chiesa, nel silenzio del dolore dell’uomo, ascoltiamo la Parola di Verità: il Signore disseta con la Sua vita la nostra sete!

(Fonte foto: Freepick)

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