Domenica 01 Febbraio 2026

Dal Governo un freno ai farmaci per il “cambio di sesso” nei bimbi

Via libera del ddl sul blocco della pubertà: prima delle somministrazioni, serve l’ok di un Comitato etico

disforia-genere
Su proposta del ministro della salute Schillaci e del ministro per la famiglia, natalità e pari opportunità, Eugenia Roccella, il Consiglio dei Ministri ha approvato un ddl che prevede disposizioni per valutare quando e a che condizioni si possano prescrivere e somministrare farmaci utilizzati per la cosiddetta disforia di genere nei minori. Come riporta Ansa «alla luce delle attuali direttive dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e del parere del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), spiega una nota del Governo al termine del Consiglio dei ministri, "in considerazione del dibattito sviluppatosi in materia a livello internazionale e della incompletezza dei dati disponibili in relazione ai trattamenti per disforia di genere nei minori in Italia, il disegno di legge introduce disposizioni per un efficace monitoraggio dei dati e a tutela della salute dei minori".» In attesa che vengano definiti e approvati precisi protocolli si potrà procedere dunque alla somministrazione di farmaci bloccanti la pubertà che hanno lo scopo, discutibile e grazie a Dio da molti ampiamente messo in discussione, di trattare la disforia di genere sui bambini e adolescenti solo dopo l'assenso di un comitato etico nazionale pediatrico. Il principio maggiormente utilizzato è la triptorelina, un analogo sintetico dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) che agisce bloccando temporaneamente la produzione di ormoni sessuali, sia maschili che femminili. Il ddl "Disposizioni er l'appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere" presentato da Schillaci e Roccella è stato dunque approvato ieri dal CdM. Lo scopo è introdurre misure a maggiore tutela della salute dei bambini.  COSA STABILISCE IL DDL La somministrazione dei farmaci che bloccano la pubertà e degli ormoni che avrebbero lo scopo di dirottare lo sviluppo nella direzione desiderata dovrà ora essere subordinata alla diagnosi di un'équipe multidisciplinare, a precisi percorsi psicologici, psicoterapeutici ed eventualmente psichiatrici, ed essere soggetta a protocolli clinici che saranno adottati dal ministero della salute, nonché all'acquisizione del consenso informato espresso nelle modalità previste per i trattamenti sanitari sui minori. «I dati contenuti nel registro saranno trasmessi al ministero della Salute ogni sei mesi. Il rapporto dovrà contenere: gli elementi e le informazioni in ordine al processo decisionale di prescrizione dei farmaci, inclusi gli esiti documentati dei precedenti percorsi psicologici, psicoterapeutici ed eventualmente psichiatrici svolti; le eventuali comorbilità diagnosticate; il monitoraggio clinico e il follow up.Il disegno di legge prevede infine l'istituzione di un tavolo tecnico per la valutazione del rapporto semestrale dell'Aifa e la trasmissione al Parlamento di una relazione con cadenza triennale.» 
Un atto di governo sicuramente positivo, questo, che si allinea alla tendenza già avviata a livello internazionale: parola d'ordine, seppure non urlata, "dietro front". Ne avevamo già parlato sulla nostra rivista (qui per abbonarsi) nel 2023 raccontando in un dossier i sempre più numerosi casi di detransizione con il loro carico di sofferenze, rabbia e accuse al mondo adulto per aver disatteso al proprio alto dovere di proteggere bambini e ragazzi da pratiche devastanti sia fisicamente sia psicologicamente. Prosegue invece senza sorprese il prevedibile controcanto sdegnato delle sinistre che vedono in questo disegno di legge una minaccia all'autodeterminazione e un attacco alle minoranze transgender.
LE REAZIONI DA SINISTRA
E così per l'editoriale di Domani quella della destra sarebbe una crociata (sbagliata, dogmatica, conservatrice) e il maggior controllo sarebbe indebita ingerenza: «il provvedimento introduce di fatto nuove restrizioni e livelli di controllo sull’accesso ai farmaci per l’incongruenza di genere. Non è solo burocrazia ma sorveglianza spiega a Domani Roberta Parigiani, avvocata, portavoce e attivista del Movimento identità trans (Mit)».  Della stessa linea anche l'Espresso che paventa il rischio di politicizzare la questione transizione di genere (quando è già ampiamente ideologizzata e proprio da chi ora si lamenta) e ravvisa nei maggiori controlli in attesa di protocolli ufficiali un pericolo per la libertà dei minori trans.
En passant segnala anche la difficoltà di arrivare ai farmaci che "non saranno più disponibili nelle farmacie territoriali, ma solo presso le farmacie ospedaliere, con una centralizzazione che di fatto limita la capillarità dell’accesso". Benvenuti nel mondo reale, quello delle malattie rare, dei farmaci off label, dei "vincoli clinici e burocratici" che per molte famiglie sono l'ennesimo carico su una soma già piena e gambe già stanche. Sa veramente di arroganza questa pretesa: farmaci costosi, a carico dello Stato e facilmente reperibili, senza troppi controlli per favore. E nessuna considerazione, invece, sugli enormi rischi che queste sostanze comportano per bambini e adolescenti che vedono in questa strada la soluzione più rapida alla loro sofferenza, finora troppo facilmente incoraggiati a percorrerla da adulti, genitori e professionisti compresi, che dovrebbero invece esercitare la massima prudenza possibile. (Foto: Pexels.com)

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