Chiesa
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Il Papa incoraggia il vescovo Voderholzer a «sostenere chi resta fedele all'insegnamento tradizionale»
Leone XIV sabato ha ricevuto in udienza il vescovo di Ratisbona, la diocesi ha diffuso alcuni dettagli dell'incontro
14 Gennaio 2026 - 00:05
Mons. Voderholzer (Imagoeconomica)
Sabato scorso, il vescovo Dr. Rudolf Voderholzer ha incontrato Papa Leone XIV durante un'udienza privata in Vaticano. Il vescovo, oltre ad aver portato i saluti della Diocesi di Ratisbona avrebbe anche presentato al Papa i lavori dell' “Istituto Papa Benedetto XVI” (Institut Papst Benedikt XVI) insieme alle ultime pubblicazioni, ringraziandolo per la sua grande stima verso gli studi teologici di Joseph Ratzinger. L’“Istituto Papa Benedetto XVI” è un centro di studi teologici dedicato appunto a Joseph Ratzinger, diretto dal vescovo Rudolf Voderholzer, che ne è stato nominato direttore dopo essere stato nominato vescovo di Ratisbona da Benedetto XVI stesso nel 2012.
Voderholzer, esperto di teologia dogmatica e allievo di Ratzinger, guida l'istituto che promuove la conoscenza del pensiero del Papa emerito, collaborando anche con istituzioni vaticane. Inoltre, il vescovo di Ratisbona oltre ad essere un fine teologo ed esperto conoscitore degli studi teologici ratzingeriani, è anche un pastore battagliero, capace di sfidare apertamente la cultura dominante: oltre a manifestare, insieme ad altri vescovi alla Marcia per la Vita tenutasi a Berlino, in un recente passato, si è scagliato pure contro un opuscolo della Conferenza Episcopale Tedesca sulla «rivalutazione dell’omosessualità». Un documento in grave dissonanza col magistero della Chiesa in cui l’assemblea dei vescovi auspicava «visibilità e riconoscimento della diversità delle identità sessuali nelle scuole».
Tuttavia, proprio Voderholzer si era opposto con fermezza a tale scritto, insieme al vescovo Stefan Oster. Pur non avendo voluto commentare il documento, aveva, tuttavia, sposato, in toto, la critica del vescovo di Passau che aveva dichiarato in un suo articolo «Anche se sulla copertina dell'opuscolo c'è scritto: 'I vescovi tedeschi', il testo non parla comunque a mio nome». Non stupisce, allora, che il Papa, nel recente incontro del 10 gennaio con Voderholzer, lo abbia incoraggiato a sostenere i suoi sforzi pastorali per l'evangelizzazione, a sostenere la vita della Chiesa attraverso la preghiera e le opere di carità ma soprattutto a «sostenere chi resta fedele all'insegnamento tradizionale» perché, recita il comunicato che riscostruisce l'incontro avvenuto sabato scorso, «l'antropologia è oggi l'arena in cui si decide il destino della fede e della Chiesa».
Infatti, il campo di battaglia che determinerà, come dice il Papa, il futuro della Chiesa è proprio l’antropologia poiché pone le domande sulla natura umana, sull’ identità, sulla cultura e sul rapporto con Dio che illumina retrospettivamente tutte queste questioni. L'indebolimento della concezione di Dio, infatti, non può che condurre all'indebolimento della concezione dell'uomo, che proprio per la sua finitezza, nella sua essenza, cerca l’Infinito e il suo Destino, il Senso ultimo della sua esistenza. Se si elimina il Creatore, si elimina anche la creatura. Dunque, l’antropologia e il futuro della fede e della Chiesa sono legati, perché non si può separare la causa di Dio dalla causa dell'uomo. Questioni, dunque, come dice Il Papa che la Chiesa deve prendere particolarmente sul serio, centro delle sfide contemporanee, che influenzeranno la rilevanza dell’uomo, non solo come “materiale biologico” e del suo futuro.










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