LUTTO NEL CINEMA
LUTTO NEL CINEMA
Addio a James Van Der Beek che, scoperto il cancro, si diceva «degno dell’amore di Dio»
Il popolarissimo attore Dawson's Creek, morto a 48 anni, ha lasciato la moglie, sei figli e una bella testimonianza
13 Febbraio 2026 - 00:05
(Rainews)
«La cosa migliore che mi sia mai capitata», così, incredibilmente, aveva definito la sua malattia l’attore James Van Der Beek, indimenticato protagonista del popolarissimo “Dawson’s Creek” che ci ha lasciato mercoledì. Il cancro del colon - retto, l’ha consumato gradualmente a partire dalla prima diagnosi nel 2023, avvenuta dopo l’insorgere dei primi sintomi, con il tumore già esteso ai linfonodi, che lo ha portato alla morte a soli 48 anni, lasciando moglie e sei figli. L’attore era noto per il suo stile di vita sano e caratterizzato da un’alimentazione addirittura biologica.
Ha voluto subito rendere pubblica la sua condizione per sensibilizzare e incoraggiare alla prevenzione. Ma c’è di più dietro questa storia. L’attore ha dichiarato che sapeva fin dall’inizio che tutto quello che stava perpassare si sarebbe trasformato in un’esperienza positiva: «Una delle cose per cui sono grato è che quando ho sentito la notizia ho capito subito che sarebbe stata la miglior cosa che potesse capitarmi. Una vocina nella mia testa mi diceva: “Farai cambiamenti nella tua vita che non faresti mai e poi mai se non avessi questa diagnosi estrema, e questo aggiungerà anni sani e felici alla tua vita” ».
Ed è così, per dare proprio questa testimonianza, che James Van Der Beek ha voluto annunciare la sua malattia nel novembre del 2024, con un video su Instagram, in cui ha raccontato il suo percorso interiore: «Oggi è il mio compleanno, posso dire che è stato l'anno più difficile della mia vita, e volevo condividere con te una cosa che ho imparato. Quando ero giovane, mi definivo come attore, ma non era mai molto soddisfacente. Poi sono diventato marito, e sono stato già molto meglio. In seguito sono diventato padre, e quello è stato il meglio. Ma poi quest'anno sono andato incontro alla morte. E tutte quelle definizioni che per me contavano così tanto, sono venute meno».
La sua vita si consumava piano piano e sembrava perdere senso, almeno apparentemente… «Ero sempre fuori per le cure, quindi non potevo più essere un marito che aiutava la moglie. Non potevo più essere un padre che poteva prendere i suoi figli, metterli a letto e star loro vicino. Non potevo lavorare. Non potevo nemmeno occuparmi della terra perché a volte ero troppo debole per potare gli alberi. Mi sono trovato di fronte alla domanda: “Se sono solo un uomo troppo magro e debole, solo in un appartamento con un cancro, cosa sono?”».
Ed è stato proprio un momento così cruciale, in cui gli era stato tolto tutto, ad aprirgli gli occhi sulla fede: «Sono degno dell'amore di Dio semplicemente perché esisto. E se sono degno dell'amore di Dio, non dovrei essere degno anche del mio?». È la consapevolezza, di chi ha capito cosa gli sta accadendo e non scappa e, anzi, riesce a trovare un senso, assaporando alla luce della fede e non della disperazione, i suoi ultimi giorni. All’amica Stacy Keibler, attrice, aveva detto: «Trascorrere questi ultimi giorni con te è stato un vero dono di Dio. Quando sai che il tempo è sacro non sprechi un solo respiro. Non hai fretta. Non scrolli sul telefono. Non ti preoccupi del domani. Ti siedi. Ascolti. Ci si tiene per mano. Guardi il cielo cambiare colore e lasci che cambi anche te stesso».
E ci auguriamo davvero che James Van Der Beek possa contemplare la realtà Celeste, dopo essersene andato, come ha raccontato sua moglie Kimberly “serenamente”, circondato dalla sua amata famiglia. (Fonte foto: Rainews)










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