Fede & Ragione
Segnali eloquenti
New York, il nuovo arcivescovo si insedia. E Zohran Mamdani diserta
Diversi media locali, tra cui il New York Post, hanno sottolineato questa insolita assenza
11 Febbraio 2026 - 00:08
Mons. Hicks e il sindaco Mamdani (Ansa/Imagoeconomica)
Ci sono «assenze» molto eloquenti, che dicono più di tante «presenze». «Assenze» che, se non sono boicottaggi, lasciano comunque trasparire messaggi poco incoraggianti. E sembra essere proprio questo il caso del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che il 6 febbraio ha pensato bene di non farsi vedere alla Cattedrale di San Patrizio, quando si celebrava una Messa piuttosto importante: quella dell’insediamento di monsignor Ronald Hicks, il nuovo arcivescovo. Una celebrazione che, per quanto possa essere di un altro credo, un sindaco non può e non dovrebbe perdersi, considerando che nella Grande Mela ci sono circa 2,5 milioni di cattolici e un terzo dei residenti della metropoli tale si dichiara.
Eppure, dicevamo, il sindaco Mamdani (pare per concomitanti impegni) non si è fatto vedere, mandando comunque alla funzione un suo rappresentante e un suo messaggio di congratulazioni. Sempre meglio di niente, certo: ma comunque troppo poco. Non a caso parecchie testate – dal New York Post in giù – hanno sottolineato l’assenza del primo cittadino come qualcosa di assolutamente irrituale, che interrompe una prassi decennale. Ora si parla di un futuro incontro che, a breve, verrà fissato tra Mamdani e monsignor Hicks, un uomo di Chiesa la cui figura, come su queste colonne abbiamo già avuto modo di evidenziare, risulta particolarmente interessante, al di fuori di facili etichette e comunque dottrinalmente solida.
Non è un caso che, nella Messa dove Mamdani non ha voluto o potuto essere, il nuovo arcivescovo di New York abbia scelto di tenere un’omelia molto chiara. «Siamo chiamati a essere una Chiesa missionaria; una Chiesa che catechizza, evangelizza e mette in pratica la nostra fede», ha infatti affermato mons. Hicks, «una Chiesa composta da discepoli missionari che vanno e fanno discepoli, trasmettendo la fede di generazione in generazione. Una Chiesa che si prende cura dei poveri e dei vulnerabili. Una Chiesa che difende, rispetta e sostiene la vita, dal concepimento alla morte naturale». Queste ultime parole devono aver fatto fischiare non poco le orecchie del sindaco assente.
Sì, perché Mamdani – che in campagna elettorale aveva promesso non di aumentare ma addirittura di raddoppiare i fondi pubblici per l’aborto nelle aree da lui amministrate e di investire 65 milioni di dollari in cliniche apposite -, proprio pochi giorni prima dell’arrivo del nuovo arcivescovo della sua città, aveva pensato bene di annunciare nuove strutture per offrire ad adolescenti e giovani adulti un'assistenza sanitaria «completa», sul versante dell’«assistenza riproduttiva», cioè dell’aborto. Con simili premesse, non serve un indovino per immaginare che tra il sindaco e l’arcivescovo di New York saranno prossimamente scintille. Ma difficilmente mons. Hicks indietreggerà, lui che sempre nella sua omelia di insediamento ha parlato della necessità di «una Chiesa che annunci Gesù Cristo con chiarezza e senza paura».








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