Sabato 04 Aprile 2026

SPARATORIA A TUMBLER RIDGE

Canada, 10 morti, 27 feriti e un killer transgender

L’autore della strage di Tumbler Ridge, Jesse Strang, è stato inizialmente descritto come una «donna» e non lo era. Ma non è il primo caso

JESSE, STRANGE,CANADA

News18/NBC News

La strage è avvenuta ieri, 11 febbraio, in un piccolo paese, 2.400 anime in tutto, nello stato canadese della Columbia Britannica, alle pendici delle Montagne Rocciose e a circa mille chilometri da Vancouver. Il bilancio con tutta probabilità non definitivo è di 10 morti e 27 feriti. Tra le vittime ci sarebbe anche il presunto autore della sparatoria sulla cui identità le istituzioni canadesi non hanno ancora dato conferme anche se diversi media canadesi, come lo Western Standard e Juno News, lo avrebbero identificato in un giovane ragazzo transgender, il diciottenne Jesse Strang.

A confermarne l'identità, per ora, uno zio del ragazzo, Russel G. Strang e alcuni ex compagni di scuola. «Tra coloro che hanno confermato al Western Standard che Strang era l'assassino c'erano Liam Irving e Juan van Heerden, entrambi cresciuti vedendolo a scuola». Secondo la ricostruzione degli organi di stampa canadesi, ripresi anche dalla stampa italiana - Tgcom24- il giovane avrebbe aperto il fuoco alle 13.30 locali; all'interno della scuola, la Tumbler Ridge Secondary School, che comprende medie e superiori per 175 studenti in tutto, è suonata la campanella d'allarme seguita dall'ordine di chiudere le porte delle classi.

Alcuni studenti riferiscono di essersi barricati nelle aule mettendo banchi e sedie alle porte fino all'arrivo delle forze di polizia che sono giunte in pochi minuti. Sei sono le vittime rinvenute all'interno dell'edificio scolastico, una settima è invece deceduta durante il trasporto in ospedale; altri due cadaveri sono stati trovati in un'abitazione della cittadina probabilmente collegata all'attacco e alle motivazioni, ancora tutte da chiarire, della strage. L'autore della strage avrebbe rivolto infine l'arma contro di sé. Sotto shock l'intera piccola comunità così come il Paese non così tragicamente abituato a eventi di questo tipo.

Il premier canadese, Mark Carney, ha annullato gli impegni esteri previsti nei prossimi giorni: non sarà infatti presente alla conferenza di Monaco sulla sicurezza che si terrà dal 13 al 15 febbraio. L'assassino, dunque, era molto probabilmente un ragazzo trans, come purtroppo è accaduto di recente in altre stragi soprattutto negli Stati Uniti. Prima di sapere cosa abbia portato il giovane a decidersi per questa sequenza di atti malvagi e distruttivi verso altri e verso sè stesso, prima di ipotizzare con buon margine di probabilità un vissuto personale di grande sofferenza, esistenziale e psicologica, è già possibile esprimere una considerazione: il male bussa al cuore di tutti, e chiunque arruola ben volentieri.

Non esistono riserve indiane di buoni, nemmeno la comunità Lgbt lo è, nonostante il modo di raccontarsi al mondo e al proprio interno come minoranza perennemente minacciata e vittima della prepotenza altrui. Il teenager transgender avrebbe ucciso il fratello e la madre, dice un utente su X che racconta di abitare a distanza di quattro abitazioni da quella del presunto killer, e ha poi aperto il fuoco nei locali della scuola.


Un'altra considerazione doverosa riguarda l'aumento di casi di stragi con armi da fuoco ad opera di persone transgender. Quando, nel 2023, la trans "Aiden" Hale uccise sei persone in una sparatoria in una scuola presbiteriana di Nashville, in Tennesse, alcuni commentatori cominciarono a denunziare l'ascesa di un movimento trans radicalizzato e pericoloso ci fu subito una contromisura tesa a minimizzare il fenomeno, annacquandolo statisticamente: se ogni piccola sparatoria viene classificata come mass shooting allora il dato diventa quasi invisibile.

Ne ha parlato ampiamente Adriano Scianca nel numero di settembre 2025 di Panorama. «Le quattro stragi allora attribuite a persone «non cisgender» equivalevano dunque allo 0,11% del totale, troppo poco affinché il dato potesse essere ritenuto significativo. Un buon modo per annegare nei numeri un fenomeno reale: basta ampliare a dismisura il contesto di riferimento (per gli standard americani, il criterio dei quattro feriti da arma da fuoco, che peraltro riunisce sparatorie di qualsiasi tipo, è semplicemente ridicolo)».

Nonostante l'ordine "non c'è niente da vedere qui!", qualcosa da vedere purtroppo si è mostrato ancora: lo scorso 27 agosto a Minneapolis «Robert Westman ha aperto il fuoco su dei bambini in una chiesa, uccidendone due. Westman, che a 17 anni aveva cambiato nome da Robert a Robin, che negli Stati Uniti è sia maschile che femminile, si identificava come transgender e sui caricatori dei suoi fucili aveva vergato scritte come «uccidi Donald Trump» e «per i bambini». Westman è l’ultimo di una serie che comincia a essere piuttosto lunga». Nel 2018 a Aberdeen vengono uccise quattro persone, a sparare sarà la ventiseienne trans Snochia Moseley, che «era stata afflitta per anni da malattie mentali e da scompensi emotivi legati alla sua lotta con l'identità sessuale».Nel 2019 due studenti transgender sparano nella Stem School Highlands Ranch di Douglas in Colorado uccidendo un ragazzo e ferendone altri otto.

Ancora, «nella notte tra il 19 e il 20 novembre 2022 è la comunità Lgbt stessa a finire nel mirino. Un ventiduenne, Anderson Lee Aldrich, apre il fuoco al Club Q, un bar gay di Colorado Springs, Colorado. Cinque persone rimangono uccise e altre venticinque sono ferite. Aldrich, tuttavia, si presenta come individuo di genere non binario e usa i pronomi they/them. L’uomo aveva visitato il club almeno sei volte prima di quella sera e durante il processo si farà chiamare con l’appellativo neutro Mx, anche se la sincerità di questa identificazione è messa in dubbio da qualche conoscente». Un fenomeno che, purtroppo, sembra giustificato dalla retorica emergenziale che si fa sempre più pressante negli ambienti Lgbt e che invita in modo via via più esplicito ad armarsi, per difendersi, certo; magari attaccando in via preventiva quelli che nell'immaginario distorto di molti sono esponenti della società ottusa, incapace di accoglierli e colpevole della loro sofferenza, anch'essa troppe volte considerata un'esclusiva. (Screenshot News18/NBC News)

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