Martedì 10 Marzo 2026

Di chi sono i figli

Famiglia nel bosco, lo psichiatra Cantelmi: «La situazione è traumatica per i tre bimbi e devastante per i genitori»

Intervista esclusiva al perito che coordina il team di psicologi della famiglia Birmingham-Trevallion

Lo psichiatra Tonino Cantelmi

(Ansa/Imagoeconomica)

Sta suscitando ormai da mesi una profonda indignazione generale il caso della cosiddetta "famiglia nel bosco”; ancor di più dopo l'ultima decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila di allontanare la mamma dei minori dalla casa famiglia, con il contestuale trasferimento dei piccoli in un’altra struttura protetta di cui i genitori non conoscono la collocazione. Un caso – del quale si è già occupato con un approfondimento il nostro mensile (qui per abbonarsi) - dai risvolti complessi e problematici e basato su decisioni che- come ha detto il premier Giorgia Meloni a Fuori dal Coro su Rete 4 – sono «figlie anche di letture ideologiche» e che infliggono a quei bambini «un altro pesantissimo trauma». Per questo motivo, come ha comunicato la premier stessa, sono in arrivo a L'Aquila gli ispettori del ministero della Giustizia Nordio. Anche per Tonino Cantelmi psichiatra e perito di parte che coordina il team di psicologi della famiglia Birmingham-Trevallion, con la decisione di allontanare mamma Catherine si è imboccata una strada sbagliata che comporta soprattutto gravi rischi per la psiche dei minori. Il Timone lo ha avvicinato.

Professor Cantelmi, come si è arrivati alla drammatica decisione di allontanare mamma Catherine dai tre figli? «Inizialmente una catena di errori in buona fede hanno generato un provvedimento già di per sé abnorme rispetto alle criticità: il prelievo e la sottrazione dei tre bimbi. Da quel momento c'è stata l'incapacità delle istituzioni di tornare indietro, fino alla drammatica scena della cacciata di Catherine dalla casa famiglia: i bambini avvinghiati alla madre per tre lunghe ore, consolati da una donna di 81 anni, la nonna, e dalla zia. Un trauma indelebile nella mente dei bambini».

Come team della famiglia, su quali versanti vi state muovendo ora? «Io come cittadino sono indignato, come professionista sono amareggiato. Mi attendo dalle istituzioni una svolta coraggiosa, che inverta il percorso. Tutto è troppo traumatico per i tre bimbi e devastante per i genitori».

Lei ha parlato della possibilità che la vicenda possa concludersi addirittura con l’adozione dei figli; lo vede come un rischio reale? «Provvedimenti così duri sembrano imboccare la strada della sottrazione definitiva: questa famiglia è stremata, Catherine è semplicemente distrutta. Per lei e Nathan è impensabile vivere senza figli e già ora è una situazione surreale».

Come stanno i bambini della famiglia ora? «I traumi subiti hanno una potenzialità devastante per la loro vita. E un ricollocamento in un'altra struttura sarebbe un ulteriore trauma».

Il Ministro della Giustizia Nordio ha disposto l’invio di ispettori a L'Aquila. Questo vi tranquillizza? «No, saremo un po' più tranquilli solo quando la famiglia sarà riunita».

ABBONATI ORA ALLA RIVISTA!

LE ULTIME NOTIZIE

Cartacea

Riceverai direttamente a casa tua il Timone

Acquista la copia cartacea
Digitale

Se desideri leggere Il Timone dal tuo PC, da tablet o da smartphone

Acquista la copia digitale