Lunedì 16 Marzo 2026

Cinema

Jessie Buckley vince l’Oscar elogiando «il cuore di una madre» (altro che genitore 1 o 2)

«Vorrei avere altri 20.000 figli». La star di Hollywood elogia il matrimonio e la maternità nel suo discorso di ringraziamento

Jessie Buckley

(Abc - X)

Per la 98esima edizione degli Academy Awards l’attrice irlandese Jessie Buckley, 36 anni, ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Hamnet. Il film è l’adattamento di Chloé Zhao dell’omonimo romanzo del 2020 di Maggie O’Farell che narra la storia immaginaria della famiglia Shakespeare. Buckley interpreta Agnes, la moglie di William Shakespeare, straziarsi dopo la morte del figlio Hamnet. Nel film, il lutto porterà Shakespeare a scrivere l’opera teatrale di fama mondiale Amleto.  Prima di salire sul palco, l’attrice ha abbracciato il marito Freddie Sørensen, il co-protagonista e la regista del film.

Il suo è stato un discorso di ringraziamento che non può passare inosservato, se non altro perché esula dalla narrazione dominante dell’empowerment femminile anti-bambini e anti-matrimonio. Un discorso che ha regalato alla platea una momento tenero, quasi famigliare. Un discorso che piuttosto che essere una celebrazione di sé - come quello di altre che l’hanno preceduta, per esempio quando nel 2020 Michelle Williams ringraziò l’aborto per aver avuto una grande carriera -, è stata la celebrazione della maternità, del matrimonio, del valore della famiglia e della forza delle donne. Che diventa dirompente quando si tratta di mamme. 

Appena salita sul palco, visibilmente commossa, ha indicato il marito dicendogli: «Tu, Fred. Ti amo. Ti amo. Sei il papà più incredibile. Sei il mio migliore amico e vorrei avere altri 20.000 figli con te! Lo faccio, lo faccio». Una figlia già ce l’hanno, si chiama Isla ha otto mesi e «non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo. Probabilmente ora sta sognando il latte», ha scherzato l’attrice. «Amo essere la tua mamma. Non vedo l’ora di scoprire la vita al tuo fianco». Ha poi ringraziato la regista e la scrittrice del romanzo a cui è ispirato il film per averle «riconosciuto questo ruolo» grazie al quale ha potuto «fare un viaggio per comprendere la capacità dell’amore di una madre». La cerimonia degli Oscar di quest’anno cadeva lo stesso giorno in cui gli inglesi celebrano la Festa della mamma: «Quindi vorrei dedicare questo premio al meraviglioso caos che è il cuore di una madre. Veniamo tutti da una stirpe di donne che continuano a creare contro ogni previsione. Grazie per avermi premiata per questo ruolo. È l’onore più grande». Applausi e lacrime a profusione.

Matrimonio, figli, il cuore di una madre. Parole semplici che hanno commosso tutta Hollywood e che ci ricordano qualcosa di essenziale. «Veniamo tutti da una stirpe di donne che continuano a creare», sarebbe come dire veniamo tutti da una madre, che diventa madre grazie a un padre. È evidente. Ma non scontato. Nell’epoca dove i ruoli sembrano intercambiabili nominare la parola “madre” è più rivoluzionario che oggettivo. Non lasciamoci portare via niente di tutto questo. Gli affetti che ci hanno dato la vita, l’amore di Dio che ci ha pensati per primo - aggiungiamo noi -, il desiderio di avere figli. Qualcuno oltreoceano aveva rivolto un coraggioso appello: «Sposatevi e fate figli». E gli esempi di chi l’ha accolto ce lo dimostrano, chi ha questo è già ricco, anche senza alzare la statuetta degli Oscar. (Foto: Screenshot X)

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