nazionale
Primavera cattolica
Mons. Varden: «In Svezia la secolarizzazione è finita»
Secondo il Presidente della Conferenza episcopale nordica, ora non è il cristianesimo ma il laicismo ad arrancare
21 Novembre 2025 - 00:05
Mons. Erik Varden (Imagoeconomica)
«I nostri Paesi, in particolare Norvegia e Svezia, sono estremamente secolarizzati. Ma penso che possiamo dire che la secolarizzazione è ormai giunta al termine nel nostro Paese». Parola di mons. Erik Varden, Presidente della Conferenza episcopale nordica. Secondo il prelato (che abbiamo intervistato sulle pagine di ottobre del Timone, qui per abbonarsi, non solo in Svezia non c’è più niente da secolarizzare ormai, ma si sta facendo spazio una sete di verità che richiede delle risposte precise e profonde. «Questa parola 'verità', che in alcuni ambienti non è ben vista, può ancora essere chiamata con il suo nome. E le persone vogliono risposte ben ponderate e realistiche, date da chi vive ed esemplifica queste offerte di significato e verità», spiega mons. Varden in un'intervista con il professore viennese di dogmatica Jan-Heiner Tück per la rivista di Friburgo Communio.
Tück, nell’intervista, è partito da uno studio del "Pew Research Center", che ha rilevato che la pratica religiosa sta diventando sempre più rara. Cosa su cui Varden risponde esprimendo il suo dissenso: «Un'affermazione che non corrisponde empiricamente alle mie osservazioni. Non solo in Norvegia, ma anche in altri paesi segnati da lunghi processi di laicizzazione, ho notato un aumento dell'interesse religioso tra i giovani. Vivo la loro fedele partecipazione a servizi ben preparati e accuratamente progettati. Ovviamente, non sto parlando di un fenomeno che riguarda la maggioranza, ma la tendenza è chiara e in crescita: i giovani desiderano sostanza. Hanno poca pazienza per discorsi vuoti e sentimentali, e questo è un bene».
Il vescovo si riferisce alla sua esperienza concreta con giovani di 16- 17 anni che si recano da lui, nel suo ufficio per porgli domande esistenziali e non sono poche quelle che elenca: «Perché esisto e qual è il senso della mia vita? Ho un significato nel mondo che va oltre i miei sentimenti? C'è la possibilità di un significato definitivo? L'amore ha uno scopo? Il mio desiderio d'amore ha un significato? In cosa credi davvero quando professi Gesù Cristo?». E questo, sottolinea il vescovo, non indica necessariamente un risveglio religioso, ma sicuramente una atteggiamento serio di domanda, dopo aver guardato alla vita dei loro parenti e amici, che vivono comodamente e, tuttavia, non sono felici.
Il Timone, già nel settembre 2024, dava conto del ritorno di Dio in Svezia, raccontando come qualcosa, nel paese scandinavo, è effettivamente cambiato. La comunità cattolica sarebbe diventata più numerosa, sarebbero aumentati ii battesimi, i matrimoni e le conversioni. Una crescita dovuta all’immigrazione, ma non solo: è proprio la fede cattolica ad essere tornata, in generale, attrattiva. Insomma, possiamo parlare di una “piccola primavera cattolica” e il paradosso è che ciò avviene proprio dove gli effetti della secolarizzazione sono stai più evidenti e massivi.
Non solo, c’è anche un’ulteriore buona notizia con cui intendiamo chiudere in bellezza…Come afferma Max Martin Skalenius, membro del gruppo giovanile cattolico svedese e co-fondatore di Helige Eriks Legion, nonchè vicepresidente dei giovani cattolici svedesi: «Contrariamente a quanto si possa pensare, il clero di origine svedese non sta affondando nelle attuali tendenze progressiste che spesso vediamo in paesi come la Germania, probabilmente a causa della vera follia a cui abbiamo assistito nel resto del paese negli ultimi anni», ha detto Skalenius. «I sacerdoti stanno diventando più fedeli, più severi, più tradizionali, e questo ci dà speranza».










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