Venerdì 06 Febbraio 2026

Giustizia

Sentenza storica: detransitioner risarcita con due milioni di dollari

Un tribunale di New York ha riconosciuto la responsabilità dei medici che, quando aveva appena sedici anni, le hanno rimosso i seni nel tentativo chimerico di “farla diventare uomo”.

Sentenza storica: detransitioner risarcita con due milioni di dollari

Fox Varian

Posto che è sempre poco. Due milioni di dollari, fossero anche tre o cinque, non saranno mai abbastanza per risarcire una sedicenne a cui è stata strappata la propria identità, la propria potenziale maternità, oltre che mutilato il corpo. E tuttavia non si può non esprimere soddisfazione davanti a una sentenza che non è esagerato definire storica e che potrebbe rappresentare l’inizio di un auspicabile effetto domino.

Lei si chiama Fox Varian e, come molti altri adolescenti, a soli sedici anni era sinceramente convinta di voler “diventare un maschio”. Una profonda confusione identitaria, alimentata da un contesto culturale che esalta la fluidità come soluzione universale al disagio, l’ha condotta prima da uno psicologo e poi da un chirurgo. Entrambi hanno diagnosticato una “disforia di genere” e indicato come percorso “terapeutico” prima la transizione cosiddetta sociale, poi l’assunzione di ormoni del sesso opposto e infine l’intervento chirurgico: una doppia mastectomia che, secondo loro, avrebbe dovuto rendere il suo corpo conforme a quello di un uomo.

Solo che la realtà, come spesso accade, si è rivelata più forte dell’ideologia. La Varian non solo non ha trovato il sollievo promesso, ma ha compreso di non essere mai stata un uomo e di essere, semplicemente, una donna. Un’identità che oggi ha riabbracciato. A questa consapevolezza si è accompagnata quella, ancora più dolorosa, di essere stata danneggiata in modo irreversibile nel proprio corpo. Da qui la decisione di citare in giudizio lo psicologo Kenneth Einhorn e il chirurgo plastico Simon Chin. Alla lettura del verdetto a suo favore, la giovane - oggi ventiduenne - è scoppiata a piangere.

Gli atti del processo non sono ancora pubblici, ma secondo il tribunale i due professionisti avrebbero accelerato in modo irresponsabile la valutazione clinica e fatto indebite pressioni sui genitori affinché dessero il consenso all’intervento. Il ritornello è tristemente noto: «Volete un figlio vivo o una figlia morta?». Un consenso ottenuto sotto coercizione psicologica, facendo leva sulla paura più profonda di ogni genitore: perdere un figlio tramite suicidio. Non a caso la madre, Claire Deacon, si era inizialmente opposta all’operazione e aveva dato il consenso obtorto collo.

Il team legale della Varian ha sostenuto che l'intervento chirurgico ha causato danni fisici e psicologici duraturi, tra cui complicazioni dovute alla procedura e persistente stress emotivo. Inoltre hanno sottolineato che Fox Varian non si considera più un uomo e che né lo psicologo né il chirurgo hanno rispettato gli standard di cura. Sono stati ritenuti responsabili di aver effettuato una valutazione psicologica inadeguata, e uno screening insufficiente prima di procedere a un intervento chirurgico di “affermazione di genere” irreversibile. 

E se irreversibili sono i danni subiti dalla giovane, irreversibile potrebbe rivelarsi anche questa sentenza, destinata a segnare un precedente. Sono infatti già annunciate almeno altre trenta cause simili negli Stati Uniti, tra cui quella di Chloe Cole. Segno che qualcosa, forse, sta iniziando a incrinarsi.

Chesterton osservava che il vero problema non è quando gli uomini smettono di credere in qualcosa, ma quando finiscono per credere a qualunque cosa. Anche in questo caso si è voluto credere che bastasse negare la realtà per cancellarla, che fosse possibile rifare l’uomo smontandolo pezzo per pezzo. Ma la realtà, ostinata e misericordiosa insieme, non si lascia abolire: può essere ferita, violentata, mutilata, ma prima o poi presenta il conto. E quando lo fa, come in questo caso, persino un tribunale è costretto ad ammettere che non era la natura ad essere sbagliata, bensì l’ideologia che pretendeva di correggerla. (Fonte foto: Youtube)

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