Non capita spesso di vedere opere che arrivino alla trentaseiesima edizione, soprattutto quando il suo autore non è entrato nelle fila della letteratura tout court. Eppure Il cavallo rosso di Eugenio Corti ha galoppato di anno in anno, da un continente all’altro, fino a raggiungere più di un milione di lettori. Gli estimatori cortiani sanno bene le difficoltà affrontate dal reduce della ritirata di Russia per far sentire la sua voce; tuttavia le agende inedite, trovate recentemente in casa Corti, svelano con più chiarezza la tenacia di questo autore.
A tale proposito, sulle pagine Timone di giugno – a corredo di un accurato articolo della professoressa Elena Rondena, docente di Letteratura Italiana Contemporanea presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che illustra questo contenuto esclusivo – i lettori possono trovare una pagina pubblicata per la prima volta delle agende del grande scrittore, che fu inizialmente bocciato dagli editori descriveva «il fallimento del laicismo».
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