Martedì 10 Febbraio 2026

Economia

Canada, addio all'obbligo di auto elettriche (dopo la reazione dei consumatori)

Mentre Stellantis affonda, Ottawa ha praticamente annullato il suo mandato sui mezzi green entro il 2035

Canada, addio all'obbligo di auto elettriche (dopo la reazione dei consumatori)

(Imagoeconomica)

Da mercoledì in Canada, attualmente sotto il governo liberale del Primo Ministro Mark Carney, è stato  abolito l’obbligo nazionale sui veicoli elettrici. Un provvedimento che ha segnato un’ ulteriore marcia indietro rispetto alle misure climatiche del governo precedente. Infatti, nel 2023, sotto l'allora Primo Ministro Justin Trudeau, era stato stabilito che il 20% di tutti i veicoli venduti nel 2026 fosse privo di emissioni.

Non la pensa così l’attuale governo canadese secondo cui, al contrario, ridurre il mandato di vendita di veicoli elettrici «razionalizzerà le politiche di riduzione delle emissioni, concentrandosi sugli esiti che contano per i canadesi senza imporre un onere eccessivo sull'industria canadese», questa la dichiarazione d’ ufficio di Carney in un suo recente comunicato. Carney, citando i danni che i dazi statunitensi hanno causato al settore automobilistico nordamericano, vuole portare  il paese a diversificare e a stimolare la produzione nazionale mantenendo i contro-dazi sulle importazioni di auto dagli Stati Uniti e incoraggiando i produttori dei veicoli con sede in Canada ad aumentare la produzione e gli investimenti.

La premier dell'Alberta, Danielle Smith, ha combattuto con tutte le sue forze contro l'obbligo dell'era Trudeau sui veicoli elettrici, definendo il nuovo provvedimento federale  "incostituzionale". Il 6 febbraio, subito dopo l’annuncio del Primo Ministro, Smith ha elogiato la notizia dell'obbligo sui veicoli elettrici, affermando di essere «contenta di vedere il Primo Ministro Mark Carney ascoltare le case automobilistiche, leader del settore,  gli abitanti dell'Alberta e il buon senso, eliminando una volta per tutte il mandato federale sui veicoli elettrici». «Nell'ultimo decennio, Ottawa ha imposto quelle che abbiamo definito le “nove cattive leggi” che hanno danneggiato l'economia dell'Alberta e danneggiato sia gli abitanti dell'Alberta che i canadesi», ha detto.

Speriamo che questo dietrofront del governo canadese possa costituire un esempio anche per altri paesi. Non a caso questo provvedimento forte arriva negli stessi giorni della crisi nera di Stellantis uno dei principali gruppi automobilistici, nato nel 2021 dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Groupe PSA, che può contare su un portafoglio di 14 brand iconici (inclusi FIAT, Peugeot, Jeep, Alfa Romeo e Opel) e che puntava a diventare leader nella mobilità sostenibile. Il Gruppo sta per la prima volta andando allo sbando registrando perdite incredibili: oltre 65 miliardi  rispetto ai massimi del 2024. Un segnale che i mercati hanno letto come una sfiducia netta e generalizzata verso una strategia industriale giudicata tutt’altro che “sostenibile”! Tutto ciò ha portato ad un cambio di rotta immediato e radicale, nell’azienda, dimostrando anche che rispetto al  contesto europeo e  alla concorrenza globale, la transizione elettrica appare più ideologica che industrialmente sostenibile.

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