Domenica 08 Febbraio 2026

IL VANGELO DEL GIORNO

Il digiuno che squarcia le tenebre

Il digiuno che squarcia le tenebre
Questa domenica il profeta Isaia ci fa riflettere sull' importanza di una pratica che spesso viene considerata anacronistica, inutile e talvolta dannosa: il digiuno.
È vero però, se ci pensiamo bene, che nella vita terrena di Gesù, nei consigli dati dalla Vergine Maria nelle sue apparizioni e nelle vite dei santi è sempre presente. Ne consegue che non è qualcosa di poco conto.
Certo, anticipando ciò che è l'insegnamento di Cristo, Isaia ci mette in guardia dal pericolo di ridurre il digiuno a una mera pratica esteriore, fine a se stessa, che non ha senso disgiunta da una vera e sincera carità verso il prossimo e quindi non gadita a Dio.
Questo genere di penitenza è dunque un richiamo molto forte a noi stessi che, privandoci di qualcosa di per sè buono, ci alleniamo a essere più forti nella tentazione e a venire incontro  al nostro prossimo.
Il digiuno diviene così una medicina per curare tutto ciò che ci impedisce di conformarci alla volontà dell' Altissimo.
È dunque così che diveniamo: "sale della terra e luce del mondo". Santificandoci santifichiamo!
Come discepoli del Signore siamo chiamati, attraverso la sapienza di Cristo "luce vera che illumina ogni uomo"(Gv 1,9), a donare nuovo sapore al mondo e a preservarlo il più possibile dalla corruzione. Solo uniti a Dio e con l'aiuto della Vergine Santissima potremo squarciare le tenebre del peccato, dell'egoismo e dell'indifferenza che circondano l'umanità.
Ricordiamo sempre le parole di Gesù quando ci invita a non confidare nelle nostre doti umane, ma a domandargli con fiducia lumi e grazie per compiere la missione che Egli ci affida. "Pie Pellicane Jesu Domine" ci fa cantare san Tommaso d'Aquino nel bellissimo Inno eucaristico "Adoro te devote".
Il pellicano, digiuno, per non far morire i suoi piccoli è pronto a dar loro se stesso da mangiare...

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