Martedì 07 Aprile 2026

La profezia dell’agnello crocifisso

L’ovino immolato per la cena pasquale ebraica era infilzato da due spiedi che formavano una croce: una prefigurazione del sacrificio di Cristo. Questo particolare sorprendente e a lungo trascurato è attestato da san Giustino martire, ma anche un rabbino ed eminente studioso del Talmud oggi lo conferma

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«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». Queste furono le prime parole che il Battista, stando al Vangelo di Giovanni, pronunciò «vedendo Gesù venire verso di lui». Quel personaggio macerato dai digiuni, vestito di peli di cammello e che la gente considerava un profeta, indicò subito il Messia con un'immagine che oggi non ci scuote più di tanto. La sentiamo ripetere ogni volta a Messa nell’«Ecce Agnus Dei qui tollit peccata mundi» e non possiamo dire di rimanerne particolarmente turbati. Invece agli ebrei che assistettero alla scena sul fiume Giordano non dovette sfuggire il riferimento inquietante fatto da Giovanni, perché richiamava non scene di tenerezza e amore, quanto di uccisione, di sventramento, di sangue...

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