SANTA PASQUA
lutto
Addio a Vittorio Messori, il giornalista della fede e della ragione, ci lascia nel Venerdì Santo
Autore di Ipotesi su Gesù e protagonista del pensiero cattolico contemporaneo: è stato il padre nobile de Il Timone
04 Aprile 2026 - 09:21
Vittorio Messori - Imagoeconomica
È morto il venerdì santo. Ieri sera ci ha lasciato Vittorio Messori, il giornalista che ha riportato milioni di persone a farsi domande – e trovare risposte – su Gesù di Nazeret. Aveva 84 anni, da tempo alle prese con gli acciacchi dell’età, mai aveva perso quel suo gusto “messoriano” per la fede e la ragione.
Il suo Ipotesi su Gesù è stato un libro che ha cambiato un’epoca, così come lo ha fatto, in un certo senso, Rapporto sulla fede, libro intervista al cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto dell’ex Sant’Ufficio nel 1985. Nel primo libro Vittorio ha avvicinato milioni di lettori alle domande su Gesù, scritte con quel suo incedere ragionando da giornalista, da intellettuale cattolico laico. L’incipit di quel libro è straordinario: «Di Gesù non si parla tra persone educate. Con il sesso, il denaro, la morte, Gesù è tra gli argomenti che mettono a disagio in una conversazione civile». Con quel libro Messori ha osato, invece, riproporre Gesù come argomento per tutti, convinto com’era che occorre essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pietro 3,15). Con Rapporto sulla fede, insieme a Joseph Ratzinger, invece, denunciò coraggiosamente certe derive che hanno attraversato il post-concilio Vaticano II, attirandosi anche non poche antipatie dentro e fuori la Chiesa. E poi non possiamo non citare il libro-intervista con Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza.
È stato il più grande giornalista cattolico della storia recente, collaborando, tra gli altri, con La Stampa, il Corriere della sera, Avvenire. Il Timone ha in Vittorio Messori uno dei due grandi padri nobili (l’altro è Eugenio Corti) che, ormai più di 25 anni fa, ascoltò e accolse l’invito del fondatore Gianpaolo Barra di collaborare all’idea di un mensile indipendente che potesse appunto offrire le ragioni della fede. Così cominciò la lunga avventura della rubrica Vivaio sulle pagine del nostro mensile, un lavoro durato anni e terminato nel 2018, quando non si sentiva più in grado di rispettare le scadenze e voleva dedicarsi ai suoi ultimi libri. Ma non ci ha mai fatto mancare il suo affetto e la sua vicinanza. Noi possiamo solo ringraziare di averlo conosciuto, di averne ascoltato i consigli, di averlo sentito raccontare il suo mestiere e la sua fede.
Lo ricordo a Maguzzano sulla riva del Lago di Garda nel suo buen ritiro, sempre attento, mai scontato, arguto, grato per la sua conversione. Stupendo il rapporto tra lui e la moglie Rosanna Brichetti Messori che se n’è andata il sabato santo del 2022. Lo ha preceduto, ma lui l’ha raggiunta di venerdì santo, come a rimarcare che viaggiavano all’unisono anche nell’ultimo passo. Quello che, ne siamo convinti, li vede ora riuniti là nella casa del Padre.








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