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«Aborto legale idea sovietica e nazista». La verità scandita al Pirellone
NEWS 9 Marzo 2024    di Paola Belletti

«Aborto legale idea sovietica e nazista». La verità scandita al Pirellone

Il 5 marzo il Consiglio regionale della Lombardia si è riunito per discutere diverse mozioni, tra le quali quella proposta dalla Lega che ha avuto come relatrice Silvia Scurati. Oggetto della mozione il sostegno alla vita e alle madri in stato di fragilità attraverso l’implementazione dei centri di aiuto alla vita e l’installazione di culle per la vita in tutti gli ospedali del territorio. La discussione che si è sollevata intorno alla proposta è stata piuttosto accesa e anche piuttosto prevedibile; gli animi progressisti si sono scaldati, al solito, per difendere la vittima designata di ogni azione ragionevole a difesa della vita e promozione della natalità, l’autodeterminazione della donna. Leggiamo dal sito della Regione:

«L’Aula ha votato a maggioranza (PD e Alleanza Verdi Sinistra non hanno partecipato al voto, Patto Civico e Movimento 5Stelle hanno votato contro) una mozione presentata da Silvia Scurati (Lega) di appoggio e sostegno alla rete dei centri alla vita e per l’installazione in tutti i plessi ospedalieri di culle per la vita in cui le madri possono lasciare il proprio neonato in condizioni protette e nel rispetto della privacy». A favore del testo presentato dalla consigliera Scurati – intervistata dal Timone nei giorni scorsi – sono intervenuti consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Il discorso che ha suscitato le reazioni più indispettite è stato quello di Jacopo Dozio (FI).  In effetti non si capisce come chi difende vita e natalità non abbia ancora capito che certe cose non si possono dire e certi accostamenti storici, ancorché veri e comprovati, sia sconveniente farli.

Dozio apre il suo intervento citando i dati tragici e inarrestabili del gelo demografico che stringe il nostro paese in una morsa senza cedimenti: nel 2022 a fronte di più 715.000 decessi ci sono state solo 393.000 nascite, la Lombardia ha contato 112000 morti e solo 60 mila nascite. Le ragioni di carattere economico, culturale e sociale di questa tendenza sono molteplici ma, secondo il consigliere leghista, l’aspetto culturale è di gran lunga quello più determinante. La nascita di un nuovo essere umano, che oggettivamente sconvolge e richiede di fare spazio e di rivedere le priorità della propria vita, è vista solo come un intoppo alla propria realizzazione personale.

A questo punto Dozio cita il recente e celebratissimo inserimento in Costituzione del diritto di aborto da parte di una Francia sconsideratamente tronfia e aggiunge che, prima di esaltarsi per questo risultato, bisognerebbe riflettere: nella “magna carta” francese «viene  sancito che una nuova vita umana vale meno della supposta realizzazione di sé.» Ed è a questo punto che ricorda quali sono stati i primi paesi, nella storia contemporanea, a rendere l’aborto legale e finanziato dallo stato: Unione Sovietica e Germania nazista, “stati di cui è ben nota la concezione dell’uomo”.
Non si dicono certe cose, caro Dozio, si sa.

Tra coloro che hanno espresso parere fortemente contrario Luca Paladini e Michela Palestra (Patto Civico) in particolare per la mancata citazione dei consultori. Per Paladini quelle di Dozio sono “parole incredibili”. Peccato che la pensi così, essendo quelle – libri di storia alla mano – piuttosto aderenti alla realtà dei fatti. Forse è la solita reazione scomposta tipica dei rappresentanti a rischio decadenza della egemonia culturale che per decenni ha imposto la propria visione di famiglia, nascita, impegno genitoriale. Ciò che deve essere difeso a prescindere, secondo Paladini, è il diritto all’autodeterminazione della donna, a patto che decida di autodeterminarsi come intende lui e la sua parte politica: «Prima si deve parlare  di consultori e del diritto all’ autodeterminazione delle donne. Che non devono essere giudicate per le loro scelte.» Si vede che apprezza lo stile ellittico: le scelte da proteggere e assecondare sono solo quelle che portano all’interruzione di gravidanza, è sottinteso.

(Fonte foto: Regione Lombardia/Pexels.com/Imagoeconomica)

 


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