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NEWS 3 gennaio 2021    di Redazione

Bolsonaro critica la legalizzazione dell’aborto in Argentina

«Sono profondamente dispiaciuto che la vita dei bambini argentini sarà soggetta ad essere estinta nel grembo delle loro madri con il consenso dello Stato». È il presidente del Brasile Jair Bolsonario a intervenire su Twitter dopo l’approvazione del senato argentino della legalizzazione dell’aborto.

«Finché dipenderà da me e dal mio governo», ha postato Bolsonaro, «l’aborto non sarà mai approvato sul nostro territorio. Combatteremo sempre per proteggere la vita degli innocenti!».

Durissimo il giudizio dell’attore messicano Eduardo Verastegui, noto pro-life, nei confronti del presidente argentino Alberto Fernandez che ha sostenuto l’approvazione della legge sull’aborto. Su twitter l’attore ha definito il presidente «un assassino di bambini». E ha aggiunto: «quante monete ti hanno pagato per mantenere la promessa della tua campagna di morte? (Guarda che fine ha fatto il traditore Giuda per aver venduto Gesù per delle monete)».

A proposito di soldi, si deve registrare un post dell’International Planned Parenthood Federation / Western Hemisphere Region (IPPFWHR), uno dei rami internazionali della nota realtà abortista americana Planned Parenthood. Il 30 dicembre, poche ore dopo che il senato argentino aveva approvato la legge sull’aborto, l’IPPFWHR si è vantata di aver finanziato una grande operazione in Argentina per spingere la legalizzazione dell’aborto. «IPPFWHR supporta direttamente sette partner in Argentina, che a loro volta concedono fondi ad altre 20 organizzazioni di base di tutto il paese. (…) Questo è un momento che i nostri attivisti – e generazioni di attivisti prima – potevano solo sognare. Oggi è una realtà».

Per il presidente Fernandez, che si definisce cattolico, «l’aborto sicuro, legale e gratuito è legge. Ho promesso di farlo nei giorni della campagna elettorale. Oggi siamo una società migliore che espande i diritti alle donne e garantisce la salute pubblica».

La parlamentare Victoria Morales Gorleri, una delle leader del movimento pro vida argentino, destinataria anche di una lettera del Papa durante la battaglia per contrastare la legge sull’aborto, ha detto che questa legge mostra «il fallimento dello Stato. Quello che abbiamo finito per approvare non è stato un balzo in avanti, ma un dramma ancora più profondo. È celebrato come un successo, ma nasconde una tragedia. Ancora una volta, l’opzione era ignorare i sentimenti profondi delle persone. Continueremo a lavorare e ad accompagnare la vita di tutti sempre e in ogni circostanza. L’aborto non sarà mai una soluzione».


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