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NEWS 13 settembre 2021    di Redazione

I preti martiri del triangolo della morte al Congresso eucaristico di Budapest

Durante il Congresso eucaristico internazionale di Budapest, concluso ieri con la Santa Messa celebrata da Papa Francesco, è intervenuto giovedì 9 settembre anche il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Massimo Camisasca. Il titolo del suo workshop è stato “I sacerdoti martiri in Italia e in Emilia Romagna”, riferendosi al periodo che va dal 1943 al 1946, anni in cui quel territorio emiliano veniva anche chiamato “triangolo della morte”.

All’inizio del suo intervento Camisasca cita un suo predecessore, monsignor Socche, vescovo di Reggio Emilia alla fine della seconda guerra mondiale, per dire che le dittature che hanno segnato il Novecento, nazismo e comunismo, erano «dittature non solo atee, ma contro Dio. Un ateismo attivo che voleva lottare contro Dio, contro la Chiesa e contro i sacerdoti. Questa è la ragione storica del martirio dei sacerdoti in Emilia-Romagna e in Italia».

Camisasca racconta poi il martirio di alcuni di questi preti ammazzati in odium fidei: don Pasquino Borghi, don Giambattista Pigozzi (63 anni), don Giambattista Pigozzi (26 anni), don Luigi Ilariucci, don Aldemiro Corsi, don Sperindìo Bolognesi, don Luigi Manfredi, don Dante Mattioli, don Giuseppe Iemmi, don Carlo Terenziani, don Umberto Pessina, don Pietro De Carli e ovviamente il beato seminarista Rolando Rivi.

Tra le altre, monsignor Camisasca ha ricordato le parole della figlia dell’uccisore di Rolando Rivi: «Che il sorriso di Rolando possa risplendere su tutti voi e, accanto a lui, anche quello di mio padre». L’odio del demonio divide, ha detto questa donna che veniva dall’ateismo, allora «ciò che lui divide possa riunirsi nell’amore del Sacro Cuore di Gesù e nell’amore del Padre».

Di seguito potete vedere e ascoltare l’intervento integrale di monsignor Massimo Camisasca mandato in onda dal canale di Ewtn Italia.


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