martedì 21 maggio 2024
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Resurrection, ora è ufficiale: il sequel di The Passion uscirà l’anno prossimo
NEWS 18 Aprile 2024    di Federica Di Vito

Resurrection, ora è ufficiale: il sequel di The Passion uscirà l’anno prossimo

Aspettavamo l’uscita del nuovo film di Mel Gibson dall’anno scorso e ora sappiamo con certezza che il debutto del sequel de La Passione di Cristo, intitolato La Passione di Cristo: Resurrezione, è previsto per il 18 aprile 2025, Venerdì Santo. Sono stati compiuti molti sforzi per avere nel cast la maggior parte degli attori di The Passion. Naturalmente Jim Caviezel, nel ruolo di Gesù, ma anche Maia Morgenstern nel ruolo della Vergine Maria e Francesco De Vito in quello di san Pietro.

Le riprese per il sequel si sono svolte in Israele, Marocco e in alcune parti d’Europa, tra cui l’Italia. Si era parlato della possibilità che il film fosse diviso in più parti e il sottotitolo «Capitolo I», riportato da alcuni, implicherebbe che sia in arrivo un altro film. In realtà, non si sa ancora molto di questo progetto, tanto che dalla locandina del 2025 non appare questa divisione in capitoli.

Resurrection si concentrerà sugli eventi che si sono verificati durante i tre giorni tra la Crocifissione e la Resurrezione, evento cruciale della fede cristiana cui la nostra rivista ha dedicato un approfondimento speciale. In alcune interviste il regista ha dichiarato che faranno parte del film anche la caduta degli Angeli e scene dell’inferno. Parole sue: «Ho due sceneggiature e una di esse è molto strutturata e molto forte e un po’ più di quello che ci si dovrebbe aspettare e l’altra è come un viaggio psichedelico. […] Voglio dire, sei all’inferno e stai guardando gli angeli cadere. È come una follia». 

Secondo Edward Pentin del National Catholic Register il film «coprirà passo dopo passo gli eventi che hanno portato alla Resurrezione vissuti dagli Apostoli, ma seguirà anche gli intrighi che hanno avuto luogo nel palazzo di Erode e si concluderà con gli eventi che hanno avuto luogo a Gerusalemme la Domenica della Resurrezione». Inoltre, sarà un film non lineare e introspettivo, in cui verrebbero esplorati «altri regni» e «dimensioni». Già l’anno scorso Mel Gibson parlando dell’uscita del film aveva detto: «Non può essere lineare. È necessario avere molte cose da giustapporre tra loro, anche di epoche diverse», paragonando il suo lavoro alla risoluzione di un «autentico puzzle».

Vent’anni dopo l’uscita de La Passione possiamo dire che ha raccolto ammirazione e rifiuto. Prevedibile, visto che riporta la morte dell’Uomo più rifiutato e accolto della storia. Preceduto da polemiche, con accuse di antisemitismo e violenza estrema, il giorno prima del debutto il New York Times profetizzava addirittura la fine della carriera di Gibson invitando a boicottare il film. Ipotesi che ha dovuto presto rivedere, dato l’enorme successo – 611 milioni di dollari di incasso al botteghino a fronte dei 30 investiti – ammettendo che il film avesse «risvegliato la fame di Hollywood di film religiosi». Per quanto riguarda la carriera del regista, non possiamo tralasciare l’eclissi che subì dall’ambiente hollywoodiano, che ebbe il suo culmine nel 2006, quando fu fermato in stato di ebrezza e rivolse insulti antisemiti agli agenti che gli avevano chiesto i documenti.

La realizzazione del film deve aver avuto il suo prezzo, ma leggere oggi le parole che hanno preceduto l’uscite del film, «Cristo ha pagato il prezzo per i nostri peccati. Comprendere ciò che ha sofferto, anche a livello umano, mi fa sentire non solo compassionevole, ma anche in debito: voglio ripagarlo per l’immensità del suo sacrificio», fa intravedere che oltre al successo cinematografico c’era sicuramente dell’altro. Anche Jim Caviezel, interprete di Gesù, confidò nel 2001 al Daily Mail come quel film avesse rovinato la sua immagine nell’ambiente del cinema: «Interpretare Gesù ha distrutto la mia carriera, sempre più persone a Hollywood mi hanno chiuso le porte, lasciandomi fuori. Ma non mi pento affatto di avere accettato, anzi: ha rafforzato la mia fede».

Oggi possiamo dire che oltre alla ripresa lavorativa dei due, il successo più grande è rappresentato da una fede rinvigorita del regista, dell’attore e chissà di quanti altri spettatori. Sono molte le testimonianze che attestano conversioni avvenute durante le riprese (i casi di Pietro Sarubbi, che interpreta Barabba, e Luca Lionello, che interpreta Giuda Iscariota), e molte altre tra il pubblico accorso a vederlo. Negli Stati Uniti, popolare è stato il film documentario Vite cambiate: miracoli della Passione diretto da Jody Eldred con diverse testimonianze (pubblicato anche come libro).

Cinematograficamente, Mel Gibson si è riscosso nel 2016 con La battaglia di Hacksaw Ridge e Caviezel è stato il protagonista dell’indiscutibile successo The Sound of Freedom (2023) che è riuscito negli Usa in tre settimane a superare i 100 milioni di dollari di incasso finendo la sua corsa a 184 milioni. Nessun rimpianto quindi, anzi, c’è ragione di credere che anche Resurrection avrà successo da tutti i punti di vista. Non ci resta che attendere (Fonte foto: Screenshot, The Passion, Joe Abraham YouTube)

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