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Cultura dominante
Il cuore del «Corsera» batte a sinistra
Il quotidiano milanese compie 150 anni, ma la sua anima progressista mal si concilia con la sedicente “neutralità” della sua linea editoriale. La verità sta in un processo degli anni ’70. E in altre eloquentissime storie
02 Marzo 2026 - 00:05
I 150 anni di storia del «Corriere della Sera» rappresentano senza dubbio un evento editoriale di primo piano, visto che parliamo del primo quotidiano d’Italia per copie vendute ed autorevolezza. Purtroppo, a questa fama più che consolidata non corrisponde affatto una neutralità della testata fondata il 5 marzo 1876 da Eugenio Torelli Viollier, madre nobile francese, padre avvocato napoletano. Sulle pagine del Timone di marzo, Valerio Pece ricostruisce aneddoti e retroscena del «Corsera» dimostrando in modo inoppugnabile quanto il giornale di Via Solferino, dietro la facciata di impeccabile equidistanza giornalistica, nasconda una fiera militanza progressista. Molte, a questo riguardo, le prove, a partire da quelle emerse in un vecchio e oggi dimenticato processo celebratosi negli anni ’70…
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