CONVERSIONI DIGITALI
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Chi lascia e chi torna: la fede nell’epoca degli influencer
La parabola dell’ex don Ravagnani e la conversione di Susana Arcocha, due storie speculari che corrono sui social in direzioni opposte: una insegue il successo, l’altra verso una casa che non smette di attendere a porte aperte.
15 Aprile 2026 - 00:05
Susana Arcocha - Alberto Ravagnani
A casa nostra fa discutere ancora — anche se per la verità sempre meno — l’ormai ex don Alberto Ravagnani, il “prete influencer” che il 31 gennaio ha lasciato il suo ministero lanciando contemporaneamente un libro intitolato “La Scelta”.
Una scelta che, come abbiamo raccontato, suona più come un collage di slogan che come un percorso limpido: il celibato che gli va stretto, un’istituzione in cui dice di non riconoscersi più, e quel profumo persistente della popolarità che ha finito per prendere il sopravvento e portarlo a lasciare Fraternità, la community che lui stesso ha costruito attorno alla sua vocazione sacerdotale. Il tutto non senza dolorosi strappi.
Per lui, da due mesi è in corso una sorta di operazione di “self rebranding”: promozione del libro, interviste, reel ora anche il teatro. Ma dietro ai filtri affiora qualcosa di diverso. Non tanto un ragazzo in cerca della sua strada, quanto un uomo di 34 anni che sembra aver ceduto al fascino dello spirito del tempo, rimanendo impantanato nelle illusioni che promette.
«Voglio fare cose che mi piacciono – dice a MilanoToday – contenuti, libri, spettacoli. Vorrei occuparmi di divulgazione e community. Il mio sogno è creare un oratorio laico, ma senza l'obiettivo di evangelizzare le persone: in questo momento mi sento emancipato dalla religione, voglio arrivare a chi è fuori dalla Chiesa senza doverlo portare dentro».
Eppure là fuori, nella vita reale e in quella virtuale, potrebbero esserci persone che aspettano solo di entrare in Chiesa o, a volte, di tornare a casa. È il caso di un’influencer basca, Susana Arcocha, che lo scorso Sabato Santo, nella Cattedrale del Buon Pastore di San Sebastián, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e la Comunione.
Un passaggio che solo fino a qualche tempo fa lei stessa avrebbe faticato a immaginare. Sul suo profilo Susana parlava solo di stile, moda, eleganza. Lei è bella, raffinata e chic. Anche il suo profilo — come quello di Ravagnani — è esploso durante la pandemia. Abiti, accessori, scarpe, borse: tutto mostrato in dosi precise, l'algoritmo la premia. Presto raggiunge i 600mila follower. E proprio a loro, una domenica d’autunno, racconta un episodio inatteso: invece di seguire le sue abituali pratiche di meditazione orientale, decide di andare a Messa.
«Appena entrata – dirà sul suo canale YouTube – ho provato una grande pace, come se la Chiesa mi stesse abbracciando, come se fosse stata fatta apposta per me. Come se fossi a casa».
Il racconto della sua conversione è commovente: parla di un periodo particolarmente difficile e lo descrive come una “notte oscura dell’anima”, usando — forse inconsapevolmente o forse no — un’espressione cara a Madre Teresa di Calcutta.
Nelle foto del suo Battesimo è raggiante, vestita di bianco, quasi rivestita di luce. Anche il suo profilo cambia: oggi parla di «eleganza, fede cattolica, femminilità». Sul suo canale racconta i suoi cambiamenti, spiega perché è diventata proprio cattolica e non protestante, racconta che non è più femminista. Ha il vigore del neoconvertito e la sua testimonianza arde, anche se le sue scelte sembrano andare in direzione opposta rispetto al mondo. I follower crescono, superano i 604mila.
Quelli di Ravagnani, dopo il picco di febbraio, lentamente calano. La differenza non sta nei numeri: ma nella direzione. E in una porta, quella di casa, che resta sempre aperta — per chi decide di tornarci. (Fonte foto: Instagram - Instagram)












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