Chiesa
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In Australia si costruiscono nuove cattedrali (e la fede è viva)
A tre anni dalla scomparsa del cardinale George Pell, la Chiesa in Australia guarda al futuro con un progetto senza precedenti: la costruzione di una nuova cattedrale nei pressi di Sydney
16 Aprile 2026 - 12:15
(Progetto della nuova cattedrale a Waitara)
L’annuncio della costruzione di una nuova cattedrale cattolica a Waitara, a nord di Sydney, rappresenta un evento grandioso per la Chiesa australiana. A più di un secolo di distanza dalle grandi cattedrali ereditate dal XIX secolo, la diocesi di Broken Bay ha deciso di dare vita a un progetto architettonico ambizioso che mira a diventare il nuovo cuore spirituale della comunità e che sarà al servizio dei circa 250.000 cattolici che vivono all’interno delle 26 parrocchie della diocesi di Broken Bay nelle regioni della costa centrale, North Shore e Northern Beaches di Sydney.
Su un sito di 7,7 ettari, la cattedrale sarà integrata in un complesso che comprende strutture educative (come il St Leo’s Catholic College), servizi pastorali, uffici diocesani, opere di carità e spazi aperti al pubblico. L’arcivescovo Anthony Randazzo ha descritto il distretto come «una casa per la fede, un luogo per la comunità e un impegno per i fedeli di oggi e per le generazioni future». Ha poi aggiunto: «Il suo progetto rappresenterà un cuore visibile e vivo per la vita diocesana, dove il culto, la formazione, la cura pastorale, la sensibilizzazione e l’amministrazione si uniscono al servizio della comunità e del bene comune».
La progettazione è stata affidata a Níall McLaughlin, architetto di fama internazionale e vincitore della Royal Gold Medal 2026, in collaborazione con lo studio australiano Hayball. Ispirandosi al fiume Hawkesbury, il progetto «immagina una moltitudine di fedeli che fluisce e rifluisce sotto una foresta di travi in legno, racchiusa da strutture in arenaria che richiamano le scogliere e le grotte locali», si legge in un comunicato dello studio. Sono stati scelti «materiali responsabili e sostenibili» per integrarsi con l’ambiente naturale, mentre i giardini pensili sono stati progettati per favorire la biodiversità accanto alla foresta di eucalipti blu già presente sul sito, che sarà preservata come spazio pubblico.
Questa nuova costruzione arriva in un momento significativo per la Chiesa locale, che celebra i quarant’anni della diocesi di Broken Bay, fondata da Giovanni Paolo II nel 1986. La Chiesa australiana continua a dare forti segni di speranza nonostante le sfide contemporanee, tra cui il calo della pratica religiosa, la diminuzione delle vocazioni e le ferite lasciate dalla crisi degli abusi. A tre anni dalla sua morte non si può non fare riferimento all’eredità lasciata dal cardinale George Pell, ex arcivescovo di Sydney e prefetto del Segretariato per l’Economia in Vaticano.
Accusato di violenza sessuale su minori, condannato in primo grado e poi incarcerato (per più di 400 giorni), è stato infine assolto all’unanimità nel 2020 dall’Alta Corte d’Australia per mancanza di prove. Nonostante la sua morte abbia causato reazioni contrastanti nella Chiesa locale, è doveroso constatare che ha rivoluzionato la Chiesa australiana, e, come lo aveva definito nell’omelia del funerale l’arcivescovo Fisher, che è stato per i fedeli australiani «un leone della fede, un gigante che senza vergogna e con veemenza, coraggiosamente fino alla fine, ha proclamato il Vangelo. Un uomo che aveva anche un cuore grande, abbastanza forte da combattere per la fede e sopportare la persecuzione».
Oggi il cattolicesimo in Australia rappresenta circa il 20% della popolazione (oltre cinque milioni di fedeli), arricchito da ondate migratorie provenienti da Europa, Medio Oriente e Asia. Da una storia iniziata in condizioni di marginalità nel 1788 con i primi coloni irlandesi, la Chiesa è diventata il principale attore non governativo nei settori dell’istruzione e dell’assistenza sociale, con oltre 1.700 scuole. La nuova cattedrale si pone come un segno visibile di una fede che, pur consapevole delle proprie ferite, non intende fare passi indietro, ma rafforzare la sua presenza e radicarsi sempre più nella società australiana. (Foto: sito Diocesi di Broken Bay)












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