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oltre l'euro
«Questa Ue non può piacere a un vero europeista»
Secondo l’economista Gabriele Guzzi, a Bruxelles «predomina un nichilismo di natura tecnocratica e mercificante». Ed è tempo di non avere tabù
02 Marzo 2026 - 00:05
«In questa crisi di civiltà diventa indispensabile un ripensamento radicale dell’economia, della politica e della cultura. Il mio lavoro vuole essere un seme in questa direzione: costruire un’altra economia e un diverso spazio di pensiero, capace di porre al centro l’umano nella sua essenza relazionale e creativa». Si presenta così Gabriele Guzzi, classe 1993 - giovane economista e saggista -, autore di un recente lavoro dal titolo eloquente: Eurosuicidio (Fazi Editore 2025, pp. 228) – che racconta in una intervista a tutto tondo la deriva di un progetto politico come quello dell’Unione europea.
Segue l’analisi di Gaetano Quagliariello: un’altra Europa per chi ne ha voglia. Si rompe l’asse euro-atlantico e stare insieme solo per interessi materiali non basta più. Per evitare false ripartenze si torni alla lezione di Giovanni Paolo II
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